Provincia di Enna. Presentato odg su ‘salviamo il crocifsso in classe
Enna-Provincia - 11/11/2009
ENNA. Un ordine del giorno è stato presentato al Consiglio Provinciale di Enna dal Presidente Massimo Greco, in merito alla sentenza della La Corte europea. Il crocifisso in classe non è soltanto un simbolo religioso ma è un simbolo della nostra tradizione. “Nessuno vuole imporre nulla, chiediamo però che non siano cancellati i nostri simboli”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini commentando la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ha giudicato irrispettoso il crocifisso appeso nelle aule delle scuole italiane. Decisione contro la quale il ministro ha annunciato ricorso. Il crocifisso, sottolinea ancora il ministro, ”e’ certamente un simbolo religioso ma la sua presenza in classe non significa adesione al cattolicesimo, e’ la nostra storia, la tradizione. Le radici dell’Italia passano anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella anche una parte dinoi stessi. Purtroppo – aggiunge – quest’Europa che non valorizza il passato dei Paesi ma annichilisce tutto in nome della laicita’ desta preoccupazione”.
Il ministro nega quindi che gli alunni di religioni diverse o atei possano sentirsi turbati dalla presenza in classe del crocifisso. ”Non credo – afferma -come non risultano turbati gli studenti cattolici di fronte ai simboli di altre religioni. Sono problemi che vengono sollevati soltanto da alcuni genitori ideologizzati”.
Il governo italiano comunque, annuncia Gelmini, ”ha presentato ricorso contro la sentenza. Nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscira’ a cancellare la nostra identita”’. Quanto all’ipotesi che la Corte possa non accogliere il ricorso rendendo definitiva la decisione Gelmini precisa che si sta valutando ”anche questa eventualita’ con gli uffici legislativi. E’ chiaro che se il ricorso non venisse accolto si aprirebbe un problema serio. E’ anche vero, pero’, che la nostra Costituzione riconosce, giustamente, un valore particolare alla religione cattolica”.
”Non vorrei – conclude – che alcune norme cui si rifanno i giudici della corte di Strasburgo fossero in contrasto con il nostro dettato costituzionale”.
IL TESTO DELL’O.D.G.:
IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI ENNA
PREMESSO
– che la presenza del Crocefisso nelle scuole è prevista da apposite norme che riguardano la definizione delle regole sui Simboli Religiosi nelle scuole e più dettagliatamente contenute in Regi Decreti del 1924 e del 1928 sugli arredi scolastici tuttora in vigore;
– che la validità di tali norme è stata ufficialmente e formalmente ribadita dalla sentenza del Consiglio di Stato nel febbraio del 2006 la quale sosteneva che “il crocifisso è prima di tutto un simbolo dell’identità culturale italiana ed europea, che affonda le proprie radici nella tradizione ebraico -cristiana”;
– che il Crocefisso è considerato ormai anche da laici, ed autorevoli esponenti delle altre confessioni religiose, “un simbolo ricchissimo di significati anche per chi crede in altre Religioni e per chi non crede affatto, essendo il Simbolo della sofferenza umana che chiede di essere riscattata, una speranza universale che va offerta a tutti gli uomini e naturalmente ai bambini ed ai ragazzi che vanno a scuola”;
CONSIDERATO
– che una recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha accolto un ricorso stabilendo sostanzialmente che la presenza del Crocifisso rappresenta una violazione della libertà di chi non è cattolico e potrebbe disturbare ragazzi di altre religioni o atei.
TENUTO CONTO
– che le singole scuole si devono obbligatoriamente attenere alla norma del Concordato tra Stato e Chiesa che prevede la presenza dei Crocifissi nelle aule e, pertanto, la presenza dei Crocifissi nelle aule esiste nella misura in cui è ancora vigente il Concordato tra Stato e Vaticano per i rapporti tra Stato e Chiesa;
RITENUTO
– che per cambiare la situazione dovrebbe esserci o un nuovo Concordato oppure una nuova intesa tra Stato e Chiesa cattolica”;
PRESO ATTO
– con favore che il Governo Italiano – sostenuto dalla stragrande maggioranza delle forze politiche e dalla opinione pubblica – ha ufficialmente presentato ricorso alla Grande Camera Europea ;
EVIDENZIATO
– che, sino al pronunciamento di tale organo, la sentenza non potrà comunque essere applicata, ed eventualmente – se dovesse diventare vincolante – non sono previste sanzioni pecuniarie e spetterebbe poi al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa controllarne l’esecuzione;
IMPEGNA
il Presidente della Provincia, l’Assessore alla Pubblica Istruzione e la G.P. a disporre un’attenta ed accurata verifica in tutti gli Uffici Pubblici e le Aule delle Scuole Provinciali, per accertarsi della presenza del crocefisso e provvedere alla collocazione, nei luoghi ove questo dovesse risultare mancante”.