Lotta alla brucellosi: Sezione staccata Istituto Zooprofilattico ad Enna
Enna-Provincia - 27/11/2009
Enna. Trovare una strategia idonea per debellare la brucellosi e valorizzare il patrimonio zootecnico siciliano è stato il tema principale di una riunione che si è svolta presso la sala della giunta provinciale, su iniziativa dell’assessorato provinciale all’agricoltura, diretto da Dario Cardaci, con la collaborazione del dirigente Andrea Scoto e dell’ingegnere Giuseppe Colajanni. Alla riunione, presieduta dal presidente della Provincia, Giuseppe Monaco, erano presenti il professor Vincenzo Caporale, direttore dell’Istituto nazionale Zooprofilattico di Teramo, il dottor Ugo cantucci, direttore del Dipartimento del Ministero Sanitario; il dottor Pietro Schembri, dirigente dell’assessorato regionale della Sanità con il dottor Ugo Bonomo, il dottor Santo Caracappa con la dottoressa Alessandra Stancanelli, direttore dell’istituto Zooprofilattico regionale; la dottoressa Giovanna Volo, direttrice sanitaria dell’Asp con il dottor Ireneo Sferrazza, direttore del Dipartimento di Prevenzione e i vari rappresentanti di categoria. Una riunione che ha prodotto risultati eccellenti, mai registrati da circa dieci anni, per la soluzione di questo difficile problema.La notizia più interessante è sicuramente che c’è lo sta bene per realizzare ad Enna, sotto l’egida dell’Azienda sanitaria provinciale, una sezione staccata dell’Istituto Zooprofilattico regionale, che sarebbe ospitata nel Poliambulatorio di Enna bassa e che nel contempo sarà organizzato un piano di formazione sia per i veterinari che per gli allevatori. Com’era previsto e com’era stato richiesto più volte dall’assessore Cardaci e dal dirigente Scoto c’è la sospensione per un intero semestre delle vaccinazioni, ma quello che è importante è cercare di fare sistema, che vi sia una collaborazione a tutto campo tra Azienda sanitaria ed allevatori in modo da lavorare assieme, sottoscrivendo un protocollo d’intesa calato nella realtà zootecnica del Centro Sicilia. La sospensione delle vaccinazioni è sicuramente un grosso risultato ed inoltre ci sarà la possibilità di monitorare tutti gli allevamenti in modo da consentire la valorizzazione delle zootecnia siciliana e non il suo depauperamento; isolamento dei focolai, trattamento individualizzato degli animali che manifestano la malattia ed abbattimento dei capi che sono affetti dalla brucellosi. Si è trattato di soluzioni che sono state condivise dai rappresentanti di categoria, che, dopo anni di buio totale, incominciano a vedere la luce. “La brucellosi – ha dichiarato il dottor Vincenzo Caporale – non si può debellare se non si rispettano alcune semplici regole. Se in molte altre regioni d’Italia il problema è stato sconfitto, lo si potrà fare anche nel meridione ma occorre fare sistema”. “C’è qualcosa di nuovo in tutto questo – ha dichiarato Carmelo Galati Rando, vice presidente dell’Unione Allevatori di Sicilia – perché, finalmente, si incomincia a parlare del problema in termini concreti con l’obiettivo di salvare gli animali e non abbatterli, come è avvenuto sino ad ora. La istituzione di una sezione staccata dell’Istituto Zooprofilattico ad Enna e di piani di formazione sono sicuramente importanti e positivi per la salvaguardia dei nostri allevamenti.