Dalla guerra dell’oppio al blitz Usa in Venezuela, ecco come l’imperialismo attraversa la storia
√i√i - 13/01/2026
Carlo Maria Cipolla, celebre storico dell’economia scomparso nel 2000, nel divertente libriccino “Allegro, ma non troppo” del 1988, ripubblicato da “il Mulino” in questi giorni, spiega le ragioni economiche delle Crociate combattute tra il XII e il XIII secolo.
Il periodo delle Crociate
Ufficialmente si disse allora che si promuovevano le Crociate per liberare la Terra Santa dall’oppressione musulmana, ma il motivo vero era la riapertura delle vie comunicazioni con l’Oriente e rifornire regolarmente pepe all’Europa. Il pepe era considerato un potente afrodisiaco. “Con un colpo solo si potevano ottenere l’assicurazione di un dolce futuro premio in Cielo e il premio pepato sulla terra”, chiosa scherzosamente Carlo M. Cipolla.
Quello che ci vuole dire Carlo M. Cipolla è che a muovere la storia sono prevalentemente ragioni economiche di nazioni ed imperi. Sanzioni, embarghi e dazi sono manifestazioni di guerra commerciale, che di frequente non tarda a trasformarsi in guerra combattuta con le armi. A ricordarcelo sono due articoli, che sono dei piccoli saggi, comparsi sul Corriere della Sera di domenica 11 gennaio e sul Foglio di sabato 10 e domenica 11 gennaio.
La diplomazia del cannone
“Dalle guerre dell’Oppio al petrolio venezuelano. Energia, potenza e blocchi navali: cosa c’è dietro l’intervento Usa. Diplomazia delle cannoniere” è il titolo dell’articolo di Andrea Nicastro sul Corriere della Sera in cui è rievocata la guerra dell’Oppio che vide contrapposti la Cina e il Regno Unito, che era attorno la metà dell’Ottocento, come lo e oggi, un regno retto da un sistema politico democratico.
La Guerra dell’oppio
In quegli anni, la Cina vendeva seta, tè e porcellana al Regno Unito più di quanto acquistava dagli inglesi. C’era tra i due paesi, come diremmo oggi, uno squilibrio commerciale. Per pareggiare i conti, alla Compagnia delle Indie, che aveva il monopolio dell’oppio, le venne un’idea: vendere l’oppio ai cinesi. L’idea funzionò a tal punto che ad acquistare e assumere oppio furono tutte le classi sociali della Cina, da quelle dominanti alla classi popolari. Quando si accorse degli effetti devastanti che l’oppio aveva sulla popolazione cinese, ridotta ad una massa di tossicodipendenti, l’imperatore della Cina cercò di porvi rimedio, chiudendo i porti alle navi inglesi e vietando l’importazione di oppio. Essendo militarmente più forte della Cina, il Regno Unito reagì bombardando Shangai, Canton e Hong Kong, di cui si impossessò, e obbligando la Cina a riaprire i commerci senza dazi e senza limiti. Tutto questo accadde tra il 1839 e il 1860.
Cosa è la dottrina Monroe
Nell’articolo-saggio di Marco Bardazzi sul Foglio si parla del 26° presidente americano Teddy Roosevelt (1901-1909) e del suo codice e ci fa capire che l’attacco al Venezuela dell’attuale presidente americano Donald Trump non è un colpo di testa. Lo stesso Trump, che nello studio ovale alla Casa Bianca tiene un grande ritratto del presidente Teddy Roosevelt, dice di ispirarsi a Teddy Roosevelt, che rilanciò la dottrina Monroe del 1823 secondo la quale gli USA non avrebbero tollerato alcuna intromissione in tutto il continente americano, dall’Alaska fino alle Terre del Fuoco, da parte degli stati europei. Il presidente Teddy Roosevelt si spinse oltre, nel 1904, enunciando il suo corollario: gli Usa avrebbero svolto, da allora in poi, anche “il ruolo attivo di polizia internazionale”.
Sono due gli episodi in cui la dottrina Monroe, con il corollario Roosevelt, trovò concreta applicazione: la costruzione del canale a Panama nel 1904 e la guerra tra il Venezuela ed alcune potenze europee nel 1903. Prima della costruzione del canale, Panama era una regione della Colombia, che negò agli Usa il diritto di costruire il canale per unire l’Atlantico al Pacifico. Roosevelt non ci pensò due volte e mandò, senza chiedere l’autorizzazione al Congresso, le navi da guerra a Panama in sostegno dei gruppi che chiedevano l’indipendenza della regione di Panama dalla Colombia. Il 3 novembre 1903 la regione di Panama fu dichiarata stato indipendente e gli Usa cominciarono a costruire il canale. Singolare, e nello stesso tempo interessante, è la vicenda del Venezuela di 120 anni fa. Nel 1903 il Venezuela era governato dal dittatore Cipriano Castro. Sotto la dittatura di Castro, il Venezuela era in condizioni finanziarie disastrose. I debiti che aveva accumulato con le potenze europee erano enormi. Tra i principali creditori c’erano la Germania, la Gran Bretagna e l’Italia. La situazione s’era fatta molto pesante.
Il dittatore annunciò che il Venezuela non avrebbe pagato i debiti ai suoi finanziatori. Le potenze europee risposero inviando navi da guerra per bloccare tutti i traffici del Venezuela. Una sommossa popolare costrinse il dittatore Castro a fuggire negli Usa che l’accolsero. In un primo momento, il presidente americano Teddy Roosevelt lasciò fare perché la considerò come un’operazione per la riscossione di crediti. Ma le cose cambiarono subito dopo che navi tedesche avevano inseguito un’imbarcazione, che era aveva violato il blocco navale, e bombardato alcune fortificazioni provocando la morte di 25 civili.
Roosevelt reagì violentemente contro la Germania e minacciò di mandare in Venezuela navi da guerra. La faccenda fu poi risolta con la mediazione degli USA. In quell’occasione, il presidente proclamò che gli USA avrebbe da soli provveduto a pattugliare le acque dell’America Latina e che gli europei non dovevano azzardarsi a mandare navi da guerra da quelle parti. Se vogliamo scongiurare il pericolo di una terza guerra mondiale, dobbiamo attirare l’attenzione sulla realtà così com’è.