Randagismo, grazie ai tutor dei “cani di quartiere”, a Milo arriva il Regolamento Comunale

Un documento che nasce dal basso, esempio di cittadinanza attiva che collabora con l’Amministrazione Comunale per gestire e limitare il fenomeno dell’abbandono dei cani. A coordinare le attività, i volontari di Trucioli nell’ambito del progetto “Pedaliamo”, sostenuto da Fondazione con il Sud. La sfida della prima assessora al randagismo del piccolo Comune.

A Milo è in arrivo un Regolamento comunale per la prevenzione e la gestione del randagismo. Un documento che nasce “dal basso”, positivo esempio di cittadinanza attiva che raccoglie i contributi di idee e l’esperienza di tutor di cani di quartiere e di famiglie adottanti da anni impegnati nella cura dei “quattro zampe” più fragili del territorio. Fra loro, assai spesso, cucciolate indesiderate, abbandonate sull’Etna da proprietari privi di scrupoli: alcuni approdano felicemente fra le mura di casa, altri – sterilizzati, microchippati e giornalmente rifocillati dai volontari – assumono a Milo lo status privilegiato di “cane di quartiere”: si riconoscono dal collarino rosso e dalla medaglietta col nome e il cellulare del volontario, vivono liberi sul territorio, si prestano a occasionali sedute di “pet therapy” (raccogliendo carezze da residenti e turisti) e possono sempre contare su un tutor che li sfama e li accudisce, soprattutto in inverno, quando le rigide temperature dell’Etna impongono caldi ripari notturni.

Il Regolamento, redatto dall’Assessora al Randagismo Imma Sciara – e che andrà presto in discussione al Consiglio Comunale – è stato anticipato alla comunità nei giorni scorsi dal sindaco di Milo, Alfio Cosentino, e dall’assessora Sciara, intervenuti all’incontro pubblico “Le 4 zampe di Milo” promosso dall’associazione Trucioli, presieduta da Lavinia Lo Faro che ha testimoniato le storie (felici) di volontari e famiglie che, dal 2018 ad oggi, hanno adottato Orsa, Stella, Luna, Linda, Lucia, Macchia, Hope, Zeus, Simba, Willy, Ygor e Zaira. Fra loro c’è anche Mongolfiera, cagnetta di quartiere protagonista di un progetto di ricerca dell’Università di Costanza, in Germania, che le ha messo un collarino con GPS e monitora i suoi spostamenti sul vulcano, soprattutto in relazione alle attività sismiche e alle eruzioni dell’Etna.

 “Le 4 zampe di Milo”, che ha avuto una tappa anche a scuola, fra i piccoli alunni del plesso di Milo dell’Istituto Comprensivo Federico De Roberto, è un’attività del progetto sostenuto da Fondazione con il Sud.

Un incontro di condivisione e restituzione che, oltre a far luce sul prezioso, generoso – e gratuito – lavoro dei volontari e delle famiglie adottanti, ha visto il contributo di Angela Carbone, dirigente dell’Asp veterinaria di Giarre, e di Tiziana Genovese dell’OIPA sezione Paesi Etnei (Organizzazione Italiana Protezione Animali) che ha illustrato il lavoro delle guardie zoofile nella prevenzione dei reati contro gli animali. L’incontro è stato ospitato dalla Proloco di Milo, guidata da Alfredo Cavallaro.

Il Regolamento del Comune di Milo, che a giorni sarà discusso dall’assemblea cittadina, si ispira ai valori della Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali, recepisce azioni di promozione della convivenza; di controllo e vigilanza su violenza e abbandoni; elenca gli obblighi dei proprietari (vaccinazioni, microchippatura, controllo della riproduzione, cure mediche, passeggiata al guinzaglio e museruola); i divieti (addestramento violento, mutilazioni, sfruttamento). Tutelate anche le colonie feline e le azioni dei gattari (raccomandando la sterilizzazione, la pulizia delle aree e vietando la rimozione o il danneggiamento di ciotole per l’alimentazione); gli equidi, i volatili e gli animali esotici.

“L’incontro – spiega Lavinia Lo Faro (Trucioli) – è stato importante per condividere i risultati raccolti dal 2018 ad oggi nel contrasto al randagismo a Milo e nelle sue borgate. Abbiamo messo in dialogo gli enti: Comune, Asp e Oipa. Ma anche perché, grazie al Comune di Milo, avremo presto uno strumento normativo per il contenimento del randagismo che tutela e garantisce tutti i processi che noi volontari facciamo da anni senza una ratio giuridica”.

Imma Sciara, prima assessora al randagismo del Comune di Milo, rivendica il primato del ruolo e del contributo concreto nella prevenzione del fenomeno: “Il cane randagio non va trascurato, ma va curato e seguito per tutelare il territorio e le persone. Credo che questo sia stato un percorso importante e formativo per tutta la comunità”.