“La verità strumentale degli affidi illeciti”. La nuova campagna di sensibilizzazione del Movimento Centralità Familiare
Comunicati Stampa - 29/01/2026
Martedì 3 Febbraio 2026, in Via Roma, i Membri del Movimento della città di Enna informeranno i cittadini con la distribuzione di brochure informative su una delle peggiori piaghe dei nostri giorni.
Una nuova campagna di sensibilizzazione sta accendendo i riflettori su una delle questioni più controverse del diritto di famiglia. L’operato dei servizi sociali e degli altri professionisti coinvolti nella bufera degli affidi illeciti a discapito dei genitori.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di portare all’attenzione dell’opinione pubblica casi, testimonianze e criticità di un sistema che avrebbe progressivamente smarrito la propria missione originaria. “La tutela autentica del minore”. Al centro della campagna vi è la denuncia di un approccio ritenuto “strumentale”, in cui provvedimenti di affido e allontanamento verrebbero adottati con eccessiva leggerezza, senza un adeguato contraddittorio e senza una reale verifica dei fatti.
Secondo il Movimento, a pagare il prezzo più alto di questo meccanismo sarebbero spesso i padri, descritti come figure marginalizzate o considerate aprioristicamente inadatte, anche in assenza di elementi oggettivi. Una dinamica che, sempre secondo la campagna, finirebbe per consolidare stereotipi culturali e automatismi decisionali difficili da scardinare, con effetti profondi e duraturi sulla vita dei minori coinvolti.
Nel corso di un recente evento culturale dedicato ai temi della genitorialità e dei diritti della famiglia, è intervenuto anche il Presidente del Movimento Centralità Familiare e Ambasciatore Davide Vinciprova, che ha espresso una posizione netta e fortemente critica. “Oggi il cosiddetto supremo interesse del minore viene magistralmente sostituito da altri interessi. Da un lato il business che ruota intorno agli affidi illeciti, dall’altro la difesa ad oltranza della figura materna, portata avanti persino davanti a fatti eclatanti che meriterebbero ben altra valutazione, in quanto è bene precisare che sia un padre, sia una madre o viceversa, in caso di fatti gravi e non inventati, hanno bisogno, prima di tutto, di essere supportati e sostenuti, piuttosto di essere discriminati e marginalizzati senza una valida motivazione, alimentando di fatto il conflitto tra generi. Naturalmente il discorso vale anche in quei rarissimi casi in cui sono i padri ad essere indiscussamente tutelati a discapito del supremo interesse del minore. Questo che sia chiaro perché il movimento dinanzi al benessere del nucleo familiare non fa distinzioni di genere. Infine invito, con senso di responsabilità, gli assistenti sociali, ctu, mediatori familiari, educatori, avvocati, curatori speciali e giudici a risolvere i problemi del nucleo familiare, piuttosto di moltiplicarli.”
Parole che riflettono un malessere diffuso in una parte della società civile, sempre più convinta della necessità di riformare prassi e strumenti di intervento nel diritto di famiglia. La campagna non si limita alla denuncia, ma chiede maggiore trasparenza, controlli più stringenti, responsabilità chiare e un reale equilibrio nella valutazione dei ruoli genitoriali.
La discussione resta aperta e complessa, ma una cosa appare evidente. Il tema degli affidi e delle separazioni familiari continua a interrogare istituzioni, operatori e cittadini, ponendo una domanda cruciale che la nuova campagna rilancia con forza. “Chi e che cosa viene davvero tutelato, oggi, quando si decide del futuro di un minore?”
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Luogo: strada, via roma, ENNA, ENNA, SICILIA