“Ti sparo se fai problemi”, rapina shock in un bar di Agira: un ferito e due giovani fermati

Una serata qualunque si è trasformata in un incubo ad Agira. Erano da poco passate le ore serali del 1° febbraio quando due giovani, con il volto coperto da maschere per non farsi riconoscere, hanno fatto irruzione in un bar-tabaccheria di via Vittorio Emanuele per compiere una rapina. Un’azione rapida, violenta, studiata nei dettagli, nonostante la giovane età.

Giovane armato, fucile puntato contro il commerciante

Uno dei due presunti rapinatori, armato di un fucile a canne mozze, si è avvicinato al bancone e ha puntato l’arma direttamente in faccia al titolare del locale. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini e confermato durante l’udienza di convalida davanti al Gip del Tribunale di Enna, l’uomo avrebbe minacciato l’esercente dicendogli che avrebbe sparato se avesse opposto resistenza.

La colluttazione

Ma il commerciante non si è lasciato intimidire. Ne è nata una colluttazione violenta, concitata, nel cuore del locale ancora affollato. Durante lo scontro, il titolare è stato colpito al volto con il calcio del fucile, riportando ferite che hanno reso ancora più drammatica la scena.

L’allarme di un passante

Mentre all’interno del bar si consumava la rapina, all’esterno un passato ha lanciato l’allarme: gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Leonforte sono intervenuti in pochi minuti, avviando le ricerche dei responsabili.

La fuga e la cattura

La fuga dei due giovani, però, è durata poco. Il maggiorenne si è dato alla fuga a piedi, cercando di far perdere le proprie tracce tra le strade del paese. Il minore, invece, ha tentato una via di fuga più audace: è salito a bordo di un’auto risultata rubata ma la corsa si è conclusa bruscamente con un incidente. Durante la fuga ha tamponato un altro veicolo, attirando ulteriormente l’attenzione delle forze dell’ordine.

Entrambi sono stati rintracciati e bloccati dalla Polizia di Stato. Durante le operazioni sono stati sequestrati il fucile utilizzato per la rapina, il munizionamento e l’auto rubata. Al termine dell’udienza di convalida, il Gip ha convalidato il fermo: per il maggiorenne sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre il minore è stato collocato in una struttura.