Ars, sì agli aumenti degli stipendi per sindaci e assessori: ecco cosa cambia nei Comuni ennesi
Enna-Provincia - 11/02/2026
L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato ieri, nell’ambito della riforma degli Enti locali, una norma che consente l’aumento delle indennità per sindaci, vice sindaci, assessori comunali e presidenti dei Consigli comunali nei Comuni fino a 9.999 abitanti.
La riforma
La disposizione – frutto di un acceso confronto in Aula – introduce un meccanismo differenziato per fasce demografiche:
Comuni tra 5.000 e 9.999 abitanti: gli amministratori potranno adeguare le proprie indennità ai livelli previsti per la fascia immediatamente superiore, cioè quella dei Comuni fino a 30 mila abitanti.
Comuni fino a 5.000 abitanti: l’aumento sarà riconosciuto in misura ridotta (dimezzato rispetto alla proposta iniziale), a seguito di una mediazione politica intervenuta durante il dibattito.
Spese a carico dei Comuni
Un punto centrale della riforma riguarda la copertura finanziaria: l’incremento delle indennità sarà a carico dei bilanci comunali. Questo significa che ogni ente dovrà deliberare formalmente l’adeguamento e verificarne la sostenibilità finanziaria. Nei Comuni in dissesto, pre-dissesto o sottoposti a piano di riequilibrio, l’aumento non potrà scattare automaticamente.
La norma si inserisce nel solco della legislazione nazionale (Legge n. 234/2021) recepita in Sicilia con la Legge regionale n. 2/2023, che ha previsto un fondo di 6 milioni di euro l’anno per il triennio 2023-2025 destinato a concorrere alla copertura degli aumenti deliberati dagli enti locali.
Quali Comuni sono interessati
La misura riguarda tutti i Comuni siciliani sotto i 10 mila abitanti. In provincia di Enna, questo significa la quasi totalità degli enti, ad eccezione del capoluogo che rientra in una fascia superiore ma è comunque coinvolto nel sistema di adeguamento previsto dalla normativa nazionale recepita dalla Regione. L’aumento non è automatico: ogni Comune deve adottare una delibera di adeguamento e presentare istanza alla Regione per ottenere il contributo.
Provincia di Enna: chi ha già adeguato le indennità
I dati ufficiali pubblicati dalla Regione Siciliana sui contributi concessi per l’anno 2024 ai Comuni che hanno deliberato l’adeguamento delle indennità offrono una fotografia chiara della situazione nel territorio ennese.
Secondo l’elenco dei mandati regionali relativi al riparto dei contributi per l’incremento delle indennità degli amministratori locali, risultano importi concessi ai seguenti Comuni della provincia di Enna:
Comune Contributo concesso Acconto liquidato
Agira € 20.390,14 € 12.234,08
Aidone € 7.032,46 € 4.219,48
Barrafranca € 18.678,71 € 0,00
Catenanuova € 7.032,46 € 4.219,48
Centuripe € 20.390,14 € 12.234,08
Enna € 116.278,32 € 69.766,99
Leonforte € 15.112,29 € 9.067,37
Nicosia € 18.678,71 € 11.207,23
Nissoria € 3.472,34 € 2.083,40
Piazza Armerina € 18.678,71 € 11.207,23
Pietraperzia € 20.390,14 € 0,00
Regalbuto € 20.390,14 € 12.234,08
Sperlinga € 3.036,16 € 1.821,70
Troina € 20.390,14 € 12.234,08
Valguarnera Caropepe € 20.390,14 € 0,00
(Fonte: Regione Siciliana – Elenco Comuni beneficiari del contributo per l’adeguamento delle indennità amministratori, anno 2024, pubblicato dal Dipartimento Autonomie Locali)
Cosa significa “contributo concesso”
La presenza nell’elenco regionale indica che il Comune: Ha deliberato l’adeguamento delle indennità; ha presentato istanza alla Regione; è stato ammesso al contributo.
Non sempre però l’acconto risulta già liquidato: in alcuni casi l’importo concesso figura ma non ancora erogato, per ragioni procedurali o di rendicontazione.
Il caso Enna e Piazza Armerina
Il Comune di Enna è quello che registra il contributo più alto, con oltre 116 mila euro concessi e quasi 70 mila euro già liquidati. Ciò conferma l’adeguamento delle indennità secondo i parametri previsti dalla normativa nazionale recepita dalla Regione.
A Piazza Armerina, l’adeguamento ha comportato incrementi significativi. Secondo gli atti comunali pubblici: Il sindaco passa da circa 36 mila euro annui a oltre 53 mila euro; Il vice sindaco da circa 18 mila a oltre 27 mila euro; Gli assessori e il presidente del Consiglio da circa 15 mila a oltre 22 mila euro annui.
Anche in questo caso la Regione ha riconosciuto un contributo di 18.678,71 euro, con un acconto liquidato di 11.207,23 euro.
Impatto politico e amministrativo
La riforma approvata all’Ars riporta al centro una questione delicata: l’equilibrio tra il riconoscimento economico del ruolo amministrativo e la sostenibilità dei conti pubblici.
Se da un lato la norma punta ad allineare le indennità dei piccoli Comuni ai parametri nazionali, dall’altro trasferisce la responsabilità finanziaria sui singoli enti. Nei Comuni con bilanci fragili, l’adeguamento potrebbe tradursi in tensioni politiche e polemiche locali.
In provincia di Enna il quadro è articolato: diversi enti hanno già deliberato l’aumento e ottenuto contributi regionali; altri risultano ammessi ma in attesa di liquidazione; in tutti i casi la scelta resta strettamente legata agli equilibri di bilancio. La partita, dopo il voto dell’Ars, ora si gioca nei Consigli comunali.