La morte dell’Autodromo, i dipietristi stilano la lista dei responsabili ed accusano Gargaglione

“Il PD può provare a manipolare il racconto, ma i fatti sono scolpiti nella data del 30 luglio 2024. È lì che l’Autodromo è stato condannato”. Lo affermano, in una nota, i consiglieri comunali legati all’amministrazione Dipietro – Comito, Di Venti, Catalano, Firrantello, Fiammetta, Nicosia, Ferrari, Gloria, Vasapollo – attribuendo le responsabilità dell’affondamento del Consorzio autodromo di Pergusa al Partito democratico per via di quel voto in aula, nell’estate del 2024, che bocciò la proposta del sindaco di proroga dello Statuto.

La ricostruzione

I consiglieri dipietristi parlano di scelta politica dell’opposizione motivata solo dalla ragione di “far fuori la Governance del tempo, assolutamente incorruttibile e non manipolabile”, eppure, nella tesi degli esponenti del Governo della città, contrari alla delibera presentata dal Pd sulla revoca della liquidazione del Consorzio e sulle modifiche statutarie, quella proroga “avrebbe garantito un anno di tempo per modificare lo statuto, riorganizzare l’ente e rilanciare le attività motoristiche”.

L’affondo a Gargaglione

L’accusa è di un “tentativo maldestro di riscrivere la storia ma gli stessi consiglieri dell’amministrazione ritengono che la delibera, “portata in aula dal Presidente Gargaglione (che dovrebbe essere il garante della legittimità degli atti) non era votabile, perché accompagnata da quattro pareri tecnici negativi, chiari e motivati”.

La lista

E così, i consiglieri dipietristi compilano l’elenco di coloro che ritengono i responsabili della fine del Consorzio e dunque dell’autodromo di Pergusa. Paolo Gargaglione; Dario Cardaci; Salvatore Cappa; Mirko Andolina; Tiziana Arena; Marco Greco; Stefani Fazzi; Gaetano Fazzi; Serafino Torregrossa; Giuseppe Trovato; Michele Baldi; Giusy Macaluso; Emilia Lo Giudice