Dai salotti buoni di Enna al buon ritiro, la storia di Maria Pia: “Ora mi godo i concerti jazz”

Il cancello automatico della casa di riposo Santa Lucia – un Ipab, ente di natura pubblica – si apre dopo qualche secondo. Il parcheggio è ordinato e ampio. Pochi passi e raggiungo la reception. Vengo inondata da un forte odore di candeggina che sa di pulito. Una gentile operatrice mi indica dove andare. La struttura è sempre aperta dalle 8 di mattina fino alla sera. I parenti possono entrare quando vogliono a trovare i loro cari. “Secondo piano ultima stanza” mi suggeriscono. Percorro il lungo corridoio che mi porta ad uno degli ascensori. Stanze dietro stanze. La zona socialità, la cucina, la sala da pranzo la parruccheria-barberia. Sono qui per incontrare una signora che mi vuole parlare.

La storia di Maria Pia

Si chiama Maria Pia Di Stefano, dove ha animato i salotti buoni della città , la conoscono tutti così. “Pensavo di morire – mi dice dopo le affettuosità che seguono quando non si vede una persona da tempo– Quando dopo un tremendo incidente domestico, che mi è  costato la rottura dell’acetabolo pensavo che venire qua era come finire in un lager”. Ed, invece, la sorpresa. “C’è una grande attenzione alla persone e ho voluto parlare con la stampa perché è giusto che questo si sappia. Per un problema personale per settimane ho dovuto consumare i pasti in camera e la cuoca è venuta più volte a chiedermi cosa volessi mangiare”. Stanze pulite, ma arredi un po’ tristi.  “Facciamo già fatica a garantire l’ordinario e preferiamo investire sul personale “ dice la governance, la facciata da rifare, ma ogni camera ha il suo bagno il televisore e frigo bar, c’è tanta luce e, la struttura un lungo serpentone costruito nel 1963, a cui si è aggiunta una ala nuova costruita nel 2008, si affaccia su un parco di tre ettari .

Il piccolo polmone verde

Un piccolo polmone verde dove si intravede un piccolo gazebo che ospita gli anziani, nelle belle giornate primaverili ed estive. E se la governance denuncia che gli ennesi, e anche il comune che prima sosteneva le spese degli ospiti poco abbienti, sembrano avere dimenticato, questo luogo Maria Pia ci racconta di concerti jazz, gruppi folcloristici e performance di musica. Per tanti anni la chiesa di Santa Lucia è stata ospitata proprio dentro la casa di riposo. Qui, dunque si facevano i battesimi, le comunioni, le cresime e si creava un movimento che dava vitalità a questo posto. La casa di riposo, che attualmente ospita 90 anziani dei 97 che potrebbe contenerne, molti dei quali autosufficienti ma tanti non, ha un’assistenza 24 ore al giorno garantita dal 36 operatori specializzati. Un luogo che nell’immaginario collettivo accompagna verso la fine ma che può trasformarsi anche in un soggiorno, una parentesi per scambiare due chiacchiere, per fare una partita di burraco, guardare assieme la tv. Un luogo dove non stare soli.