Terzo mandato, no dell’Ars: si apre la stagione dei ricorsi con Draià e Greco in prima linea

La porta del terzo mandato si chiude ancora una volta all’Assemblea regionale siciliana. E a pagare il prezzo politico della nuova bocciatura dell’Ars sono numerosi sindaci siciliani che avevano guardato a Palermo come all’ultima possibilità per rimanere in campo alle prossime amministrative.

Draià a Greco

Tra questi ci sono Francesca Draià, sindaca di Valguarnera, e Maria Greco, prima cittadina di Agira: due amministratrici che da settimane hanno scelto una linea tutt’altro che attendista e che, insieme ad altri colleghi siciliani, hanno apertamente contestato la mancata modifica della norma.

La bocciatura che spacca la maggioranza

Il Parlamento siciliano ha respinto anche il secondo tentativo di introdurre il terzo mandato per i sindaci dei comuni tra 5 e 15 mila abitanti. Il voto segreto ha nuovamente colpito al cuore la maggioranza: 43 voti contrari contro appena 18 favorevoli.

Un risultato pesantissimo, soprattutto perché i partiti di centrodestra – ufficialmente – avevano annunciato il loro sostegno alla norma di recepimento della legislazione nazionale. In aula, però, i conti non sono tornati e i cosiddetti franchi tiratori hanno affondato il provvedimento.

L’opposizione ha immediatamente colto l’occasione per attaccare il governo regionale. Dal Partito democratico al Movimento 5 Stelle le parole sono state durissime: per le minoranze si tratta dell’ennesima prova di una maggioranza che non controlla più i numeri in Aula.

Nell’Ennese la partita non è finita

Se a Palermo il capitolo sembra chiuso, nell’Ennese la partita politica è tutt’altro che archiviata.

Le sindache Francesca Draià e Maria Greco sono state tra le amministratrici che più apertamente hanno contestato lo stop al terzo mandato, sostenendo che la norma nazionale consentirebbe comunque un’interpretazione diversa.

E proprio su questo terreno si prepara lo scontro legale

L’ipotesi che prende corpo è quella di ricandidarsi comunque, lasciando poi alla giustizia amministrativa il compito di stabilire se il limite dei due mandati sia effettivamente invalicabile per i comuni siciliani di queste dimensioni.

Verso una valanga di ricorsi

Lo scenario che si profila è quello di una stagione di contenziosi. Diversi sindaci dell’isola, convinti di poter rivendicare il diritto a correre per un terzo mandato, starebbero valutando la strada del ricorso. Un percorso che potrebbe passare dai tribunali amministrativi fino ad arrivare, se necessario, ai livelli più alti della giustizia.

Una scelta che trasformerebbe le prossime elezioni amministrative in una partita anche giuridica, oltre che politica.

Campagna elettorale già iniziata

Nel frattempo, nei comuni interessati – tra cui Valguarnera e Agira – il clima è già da campagna elettorale. La bocciatura dell’Ars non ha spento il dibattito, anzi lo ha acceso ancora di più. Perché se a Palermo il terzo mandato è stato affossato dal voto segreto, nei territori la partita si sposta ora su un altro terreno: quello delle urne e dei tribunali.

E con sindache determinate come Draià e Greco pronte a giocarsi la partita fino in fondo, la prossima primavera elettorale nell’Ennese promette di essere tutt’altro che ordinaria.