Acqua, bollette care nell’Ennese: Cammarata chiama la Regione: “Ecco come abbassarle”

Le bollette dell’acqua tra le più care d’Italia e una protesta civica che negli ultimi mesi ha attraversato tutta la provincia. Sul dossier acqua, uno dei temi più sensibili per i cittadini ennesi, il presidente dell’ATI Enna Nino Cammarata indica ora due direttrici politiche per intervenire sul sistema tariffario e alleggerire il peso che grava sulle famiglie.

L’incontro con l’Autorità idrica toscana

L’annuncio arriva dopo un confronto istituzionale avviato con l’Autorità Idrica della Toscana, in particolare con il direttore Alessandro Mazzei. L’obiettivo è duplice: da una parte rivedere la struttura della tariffa idrica, dall’altra analizzare nel dettaglio il contratto con il gestore AcquaEnna per verificarne lo stato di attuazione e il rispetto degli obblighi previsti.

«Per quanto riguarda la tariffa idrica, tra le più alte d’Italia, pur nel rispetto dei meccanismi imposti dal sistema regolatorio nazionale, la politica dovrà muoversi lungo due direttrici principali», dichiara il presidente dell’ATI Enna Nino Cammarata.

La prima riguarda un intervento diretto della Regione

«La prima riguarda l’inserimento, già nella prossima manovra finanziaria regionale, di risorse oggi disponibili destinate all’abbattimento di un ingiusto 31% dei costi degli investimenti – relativi alle infrastrutture idriche e fognarie – che, pur essendo necessari e previsti dalla legge, ricadono attualmente in tariffa sui cittadini».

Lo squilibrio con le province vicine

In sostanza, per ogni investimento sulla rete idrica ennese quella quota – del 31% – va diluita sulle bollette pagate dagli utenti mentre ad Agrigento e Caltanissetta la percentuale è nettamente più bassa, per cui le tariffe sono più leggere.

Uniformare gli ambiti regionali

La seconda direttrice guarda invece a una riforma più ampia del sistema idrico siciliano. «La seconda direttrice riguarda l’introduzione di un sistema di perequazione regionale, attuabile attraverso la riforma che prevede l’istituzione di un ambito unico regionale. Una riforma che come ATI Enna sosterremo con convinzione, perché rappresenta uno strumento concreto per cercare di superare un sistema che oggi grava ingiustamente sui cittadini ennesi».

La riforma regionale: tariffe uniformi e nuovi investimenti

Proprio su questo terreno si inserisce il disegno di legge su cui sta lavorando l’assessore regionale all’Energia Francesco Colianni.

La riforma punta a ridisegnare il sistema idrico siciliano introducendo regole uniformi per tutti gli ambiti territoriali e superando l’attuale frammentazione gestionale. L’obiettivo dichiarato è garantire servizi più efficienti e ridurre gli squilibri tariffari tra province.

Tra i pilastri del progetto ci sono investimenti significativi sulle infrastrutture idriche: reti di distribuzione, depuratori e sistemi fognari. Sono già stati destinati 70 milioni di euro di fondi FSC, mentre altri 200 milioni di euro saranno messi a bando entro aprile 2026 per interventi mirati alla riduzione delle perdite idriche.

Nel piano rientrano anche interventi sulle grandi infrastrutture strategiche, come le interconnessioni tra dighe e l’utilizzo dei dissalatori, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del sistema idrico regionale.

Le proteste dei cittadini e la battaglia sulle bollette

Il tema delle tariffe idriche è esploso con forza nella provincia di Enna tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025.

Comitati di cittadini e associazioni dei consumatori hanno contestato duramente il livello delle bollette, arrivando a parlare di costi tra i più alti d’Italia. In diversi casi le tariffe hanno sfiorato i 5 euro al metro cubo, mentre nel territorio continuavano a registrarsi disservizi e razionamenti legati anche alle crisi idriche, come quella che ha interessato la diga Ancipa.

Le proteste si sono tradotte in assemblee pubbliche, azioni legali e in una manifestazione che ha riunito circa 300 persone contro la gestione del servizio idrico. I comitati hanno chiesto la revoca del contratto con il gestore e l’intervento dell’Autorità di regolazione.

Le nuove tariffe

Il confronto si è spostato quindi nell’assemblea dei sindaci dell’ATI del 21 marzo 2025, dove si è discusso il nuovo piano tariffario 2024-2029. Dopo un dibattito acceso, l’assemblea ha approvato una revisione delle tariffe che prevede riduzioni progressive: meno 5% nel 2025; meno 7,1% nel 2026; meno 9,1% nel 2027

Una soluzione che ha rappresentato un primo tentativo di risposta alle proteste e al clima di forte tensione sociale che si era creato attorno al tema dell’acqua.

Il confronto con i comitati e il rinnovo dell’ATI

Sul piano politico e istituzionale il confronto è destinato a proseguire. Nei prossimi giorni, spiega il presidente dell’ATI, Cammarata, partirà un percorso di dialogo con le realtà civiche che negli ultimi mesi hanno animato la protesta.

«Nei prossimi giorni ATI Enna avvierà inoltre un percorso di confronto con associazioni, comitati civici e rappresentanze del territorio, con l’obiettivo di costruire un fronte comune sulle iniziative indicate e rafforzare un’azione condivisa a tutela dei cittadini».

All’orizzonte c’è anche un passaggio istituzionale importante per l’ente.

«Tra qualche settimana procederemo al rinnovo degli organismi direttivi dell’ATI, con l’elezione del presidente e del Consiglio di amministrazione. Sarà su queste azioni e su questa prospettiva di riforma che i sindaci saranno chiamati a incentrare il lavoro e le scelte che dovranno guidare l’azione dell’ente nei prossimi anni».