Dopo i finanziamenti record per la tecnologia nel 2025, il 2026 riserverà lo stesso destino per l’Italia?

https://unsplash.com/.within.website?redir=%2Fit%2Ffoto%2Ftesto-XrIfY_4cK1w


Il 2025 è stato sicuramente un anno favoloso per le aziende italiane che operano nel settore della tecnologia. Non soltanto per le soddisfazioni personali che hanno raggiunto ma soprattutto per il riconoscimento che lo Stato italiano ha avuto nei loro confronti. Infatti solo nel 2025 sono stati stanziati oltre 5 milioni di euro per il progetto Made, e oltre i 10 per il progetto Smart&Start, e non solo.


In realtà sono anni che i diversi governi che si sono succeduti hanno, in modi e quantità diverse, sostenuto le imprese e le aziende. Solitamente ogni anno viene pubblicato un bando per accedere a dei fondi, e purtroppo non tutti riescono ad accedervi. Come dimostra infatti Smart&Start che un progetto che in realtà risale al 2013/14 e ogni anno riesce a sovvenzionare aziende tech.


Naturalmente dopo un anno del genere ci si chiede se anche il 2026 sarà pieno di bandi e sovvenzionamenti. Tantissime imprese, grandi, medie e piccole, non aspettano altro. In questo articolo parliamo proprio di questo.

Come sarà il 2026?

Il nuovo anno è iniziato da poco, ma l’Italia che lavora e che produce non può fermarsi. Negli ultimi anni il mercato digitale nazionale ha mostrato segnali concreti di consolidamento, attirando investimenti e dimostrando di poter sostenere modelli economici fondati su infrastrutture tecnologiche avanzate e conformità normativa.


La crescita di prodotti come Plinko+ in Italia, sviluppati e distribuiti all’interno di piattaforme regolamentate, rappresenta un indicatore interessante di questa evoluzione. Non si tratta soltanto di intrattenimento digitale, ma di un segmento che richiede sviluppo software, gestione dei dati, sicurezza informatica, compliance e integrazione tecnologica continua. In altre parole, è parte di un ecosistema che genera occupazione qualificata e muove capitali.


Se anche settori digitali altamente regolamentati riescono a strutturarsi e a crescere, significa che il sistema Paese possiede le competenze per sostenere innovazione più ampia. Tuttavia, senza continuità nei finanziamenti e stabilità normativa, anche questi comparti rischiano di rallentare. È proprio su questo equilibrio tra iniziativa privata e supporto pubblico che si gioca la partita del 2026.


Fortunatamente anche per il 2026 ci sono buone notizie, anzi forse anche migliori. Infatti il 4 settembre 2025 è stato emanato un decreto ministeriale che consiste in un bando per il 2026. Il Governo è pronto a finanziare diverse aziende e ha stanziato fondi da capogiro: si tratta di oltre 730 milioni di Euro.


Il bando mira a sostenere la ricerca di quelle aziende che lavorano sia nell’industria manifatturiera, ma soprattutto nelle telecomunicazioni. Senza dimenticarsi del comparto automobilistico e dei settori adiacenti. Ovvero energia pulita, motori elettrici, basse emissioni, ecc.


L’Italia è un paese che sta monitorando con attenzione qualsiasi business tech, infatti le nostre città sono piene di nuove realtà che spaziano dalle telecomunicazioni alle criptovalute, dal machine learning all’intelligenza artificiale.



https://unsplash.com/it/foto/people-doing-office-works-QBpZGqEMsKgQuando i soldi non bastano

Naturalmente questa tipologia di bando fa solo che ben sperare per il futuro dell’Italia, anche se non bisogna farsi abbagliare solo dal denaro. Bisogna anche vedere come queste sovvenzioni vengono spese, e soprattutto non devono diminuire. O, come spesso accade, scomparire.


Lo Stato dev’essere presente ogni giorno a sostegno delle aziende e degli imprenditori e imprenditrici, andando oltre i bandi. È necessario aggiornare e migliorare le infrastrutture, alleggerire la burocrazia, e parallelamente investire in servizi.


Oggi abbiamo la fortuna di avere tre poli importanti in Italia, Milano, Torino e Roma, ma non devo essere i soli. Bisogna lavorare affinché anche altre realtà, soprattutto al sud, diventino appetibili lavorativamente. Al momento si notano i benefici su questi tre poli, ma anche le problematiche. Uno su tutti i costi delle abitazioni a Milano.


Dunque ben vengano i bandi e le sovvenzioni, ma che siano accompagnate da un sostegno continuo. Non si può vedere nel 2026 che ci sono ancora realtà che soffrono di problemi importanti, come nella provincia di Enna. Infatti un guasto elettrico ha messo in crisi tutto il sistema idrico. Due problemi al posto di uno. 

Una nuova speranza

Il nostro scopo non è quello di salire sul trespolo per gufare, anzi. Si cerca soltanto di ricordare che di lavoro c’è n’è da fare. È necessario che lo Stato si renda conto che solo tendere la mano oggi non basta più bisogna prendere in braccio il paese.



Come non bisogna dimenticarsi di chi questa Italia la fa camminare: i lavoratori. Finalmente riusciamo a vedere finanziamenti per grandi, medie e piccole imprese, ma è necessario migliorare anche le condizioni di tutti i lavoratori. 


Dagli operai a chi è impiegato negli uffici. Sono soprattutto loro quelli che pagano i disservizi a cui lo Stato dovrebbe pensare. Come la mancanza di autostrade, la scarsità di mezzi pubblici, strade interrotte, mancanza di connessione internet, ecc.