Ultimo giorno di lavoro: va in pensione il comandante della Polizia provincia Ferrigno

Ci sono giorni che non fanno rumore, ma lasciano un’eco lunga. Giorni che segnano la fine di un’abitudine, di un ruolo, di una presenza. Il 1° aprile, per il Libero consorzio di Enna, è uno di quelli: il comandante della Polizia Provinciale, Lucio Ferrigno, ha appeso la divisa al chiodo. Un gesto semplice, quasi rituale, che però racchiude trent’anni di servizio vissuti con rigore, misura e senso profondo delle istituzioni.

La pensione o, come recita il lessico amministrativo, la “quiescenza” arriva sempre così: attesa, temuta, inevitabile. E sorprende tutti. Anche chi ha attraversato decenni di lavoro senza mai perdere la rotta.

Un volto familiare per un’intera comunità

Figura tra le più riconoscibili dell’Ente, Ferrigno è stato per anni un punto di riferimento, soprattutto per il suo ruolo a contatto diretto con il territorio. Entrato in servizio nel 1995, quando ancora si parlava di Provincia Regionale, ha attraversato cambiamenti istituzionali e trasformazioni amministrative mantenendo sempre una cifra stilistica ben precisa: sobrietà, competenza e rispetto dei ruoli.

Non a caso, il suo è stato un ruolo di staff, quindi fiduciario, che lo ha posto in relazione diretta con il vertice politico e amministrativo. Un equilibrio non sempre semplice, ma che Ferrigno ha saputo gestire con discrezione e autorevolezza.

Dalla tutela ambientale alle battaglie silenziose

Laureato in Agraria, Ferrigno ha portato dentro l’Ente una sensibilità particolare per i temi ambientali. Fino al 2017 ha guidato il servizio di tutela ambientale, affrontando questioni delicate e spesso poco visibili, ma cruciali per il territorio.

Tra i lavori più significativi, resta il dossier sulle miniere e sulle discariche dismesse della provincia ennese: un’indagine approfondita che ha certificato l’assenza di radioattività, restituendo serenità a un’area segnata da un passato industriale complesso. Un lavoro tecnico, certo, ma anche un atto di responsabilità verso la comunità.

Il saluto dell’Ente: stima e riconoscenza

Nel suo intervento di commiato, il presidente dell’Ente, Capizzi, ha voluto sottolineare non solo la qualità del lavoro svolto, ma anche la statura umana e professionale di Ferrigno. Parole che raccontano di un uomo capace di rappresentare l’istituzione con onore e rigore morale, senza mai cedere a protagonismi.

E poi ci sono i colleghi, quelli con cui si condividono giornate, problemi, soluzioni. Rapporti costruiti nel tempo, sempre nel rispetto dei ruoli ma anche nella consapevolezza di far parte della stessa squadra.

Non un addio, ma un ritorno alla terra

Chi lo conosce davvero, però, non lo immagina fermo. Ferrigno resta, prima di tutto, un agronomo. E allora il futuro sembra già scritto, o forse semplicemente ritrovato: la terra, la sostenibilità, la valorizzazione delle produzioni tipiche. Un ritorno alle origini che sa di continuità più che di rottura.

Perché certe vocazioni non vanno in pensione.

Un doppio saluto

Insieme a lui lascia il servizio anche l’economo dell’Ente, Gaetano Salerno. Un’altra figura che ha contribuito, nel silenzio operoso degli uffici, al funzionamento quotidiano della macchina amministrativa.

Due storie diverse, unite dallo stesso passaggio. Due saluti che non sono addii, ma arrivederci.

Perché a Enna, come spesso accade nei luoghi dove le relazioni contano ancora, il lavoro finisce. Ma le persone restano.