Elezioni a Enna, De Luca lascia la giunta e corre verso Crisafulli ma Mirello non scioglie la riserva
Enna-Cronaca - 03/04/2026
Nicola De Luca ha firmato ieri le sue dimissioni da assessore alle Attività produttive, Commercio e Artigianato della giunta Dipietro. La lettera è formalmente ineccepibile — «motivi personali», «stima immutata per il sindaco» — ma nel contesto politico attuale ogni uscita dalla giunta ha il peso specifico di una dichiarazione politica. De Luca, le cui dimissioni, dopo quelle di Vasapollo, erano nell’aria da tempo, non lascia un esecutivo nel pieno della sua vitalità Le sue simpatie per la candidatura di Mirello Crisafulli erano già note negli ambienti politici cittadini. Le dimissioni ufficializzano una distanza che esisteva già nei fatti ed ora bisognerà capire se lo stesso farà Biagio Scillia, anche lui attratto dalle sirene di Mirello.
Crisafulli: il vantaggio c’è, ma il candidato ancora no
Il principale beneficiario teorico del terremoto nella giunta avversaria è Mirello Crisafulli. Eppure il paradosso è tutto qui: lui non ha ancora sciolto la riserva. Non solo su come candidarsi, ma persino se candidarsi. A confermarlo è il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo, che nei giorni scorsi ha invitato ad attendere: «Nei prossimi giorni Crisafulli scioglierà le riserve su se e come candidarsi».
Il nodo del simbolo
Il nodo più spinoso è quello del simbolo. Correre con o senza il logo del Pd non è una questione di forma: cambia il messaggio politico, cambia l’elettorato che si vuole intercettare, cambia il perimetro della coalizione. E proprio su questo punto è arrivato da Roma un segnale che ha agitato le acque. Secondo quanto riportato da La Sicilia, il responsabile organizzativo del partito Igor Taruffi, su indicazione della segretaria Elly Schlein, avrebbe posto un paletto chiaro: niente simbolo dem accanto alla candidatura di Crisafulli. Una voce che filtra dall’entourage dello stesso candidato.
Barbagallo smentisce: «Nessuna indicazione dal partito nazionale che, come sempre, lascia ai territori la scelta». Una smentita che è un argine, non una soluzione. Il dubbio resta, e con esso l’immagine di un centrosinistra che si trova a fare i conti con le proprie contraddizioni interne. A Enna il cosiddetto campo largo è, nei fatti, un campo stretto. E i margini per sbagliare sono minimi.
Dipietro, le deleghe e Campanile che resta
Sullo sfondo, con il profilo sempre più basso, c’è Dipietro. Il sindaco tace. Nessuna dichiarazione pubblica, nessuna mossa per ricucire uno strappo che ormai appare irreparabile. La domanda che circola è pratica: cosa farà con le deleghe vacanti? L’ipotesi più accreditata è che le accentri su di sé, portando l’amministrazione fino alla scadenza naturale del mandato senza ulteriori rimpasti. Una soluzione che ha il pregio della semplicità e il difetto di fotografare con crudezza lo stato di un esecutivo ridotto all’osso.
Per Dipietro si chiude la seconda esperienza da sindaco in sordina. Quando lascerà Palazzo Varisano, tornerà alla professione di avvocato. Al momento non si intravedono orizzonti politici futuri.
Nel quadro di smobilitazione generale fa eccezione Rosalinda Campanile. L’assessore al Bilancio resta in sella, e ha le sue ragioni: è la regista del progetto Contino, il tentativo di raccogliere l’eredità dell’amministrazione uscente. Mollare ora significherebbe perdere il presidio istituzionale nel momento che conta di più. Campanile resta, presidia e aspetta. In una giunta che si svuota, è probabilmente l’unica con ancora una strategia chiara.