Acqua a Enna, Bruno a Crisafulli: “Su gestione ha cambiato le carte in tavola”
Enna-Cronaca - 25/04/2026
Il dibattito sulla gestione del servizio idrico cittadino entra in una nuova fase polemica. Dopo l’intervento del candidato sindaco del centrosinistra Mirello Crisafulli all’autodromo di Pergusa — nel quale l’ex senatore ha attribuito al centrodestra le responsabilità dell’attuale assetto idrico, chiamando in causa le amministrazioni comunali di area avversa — arriva la replica di Pippo Bruno, presidente di Assoconsumatori Enna, che non condivide la ricostruzione offerta dal candidato.
La tesi di Bruno
«Non ricordare queste cose, francamente non è da Lei», scrive Bruno in una nota indirizzata direttamente a Crisafulli a cui contesta di aver “cambiato le carte in tavola”
Il riferimento è alla convenzione tra l’ATO idrico e Acquaenna, il documento che ha sancito l’attuale regime di gestione del servizio. Secondo Bruno, quell’atto fu firmato il 19 novembre 2004 da Cataldo Salerno, nella sua qualità di azionista di maggioranza e firmatario per conto dell’ATO idrico, esponente del PDS/DS. «Quindi da un uomo di sinistra, forse a Lei vicino», precisa il presidente di Assoconsumatori, sottolineando come l’imputazione politica avanzata da Crisafulli non trovi riscontro nella documentazione disponibile.
L’elezione del sindaco Ardica
Bruno ricostruisce poi il contesto in cui maturò l’elezione a sindaco di Rino Ardica — figura indicata da Crisafulli come parte della catena di responsabilità di centrodestra — ribaltando la prospettiva: «Ardica andò a ricoprire la carica di sindaco perché i cittadini di Enna si erano ribellati, con cinquemila ricorsi vinti, al mostro sanguisuga ATO-Rifiuti da Lei presieduto». Una lettura che, nelle intenzioni del firmatario, colloca l’ascesa dell’amministrazione di centrodestra come reazione popolare a una gestione precedente, quella appunto dei rifiuti, ricondotta all’area politica dello stesso Crisafulli.
Il nodo dei rifiuti
Il riferimento all’ATO-Rifiuti è il secondo fronte aperto dalla nota. Bruno cita anche l’elezione a presidente della Provincia di Monaco, successore di Salerno, come ulteriore conseguenza della contestazione al sistema rifiuti. E richiama i componenti di quella governance: gli onorevoli Grimaldi, vice di Crisafulli, Galvagno, Termini, Tumino — tutti, si legge, della medesima area politica — con l’eccezione dell’onorevole Leanza, che secondo Bruno rifiutò di entrarvi.