Rifiuti: Enna aspira a diventare “isola felice” della Sicilia, ma la Tari resta il nodo da sciogliere

Mentre la Sicilia affoga tra rifiuti e tariffe record, la provincia di Enna si conferma un’eccezione positiva nel panorama regionale, sfiorando la media nazionale per la raccolta differenziata. Tuttavia, il merito ambientale non sembra ancora tradursi in un risparmio decisivo per le tasche dei cittadini, in un contesto isolano dove la Tari resta mediamente più alta di 70 euro rispetto al resto d’Italia.

Differenziata: Enna verso i vertici regionali

Secondo il Report Rifiuti 2025 di Federconsumatori Sicilia, Enna si posiziona tra le province più virtuose dell’isola. Con una percentuale di raccolta differenziata del 66,34%, il territorio ennese si avvicina sensibilmente alla media nazionale (fissata al 66,6%).

Insieme a Trapani, Ragusa, Caltanissetta e Messina, Enna fa parte di quella “mezza Sicilia” che riesce a tenere il passo, contrapponendosi al disastro di grandi centri come Catania e Palermo, dove la differenziata è ferma a dati definiti “disarmanti”.

Il paradosso delle tariffe

Nonostante i buoni risultati ambientali, la pressione fiscale non molla la presa. Sebbene il report indichi Catania come la città con la Tari più alta d’Italia (602,28 euro per una famiglia tipo, composta da tre persone in una casa da 100 metri quadrati), la Sicilia in generale paga un prezzo carissimo per lo smaltimento. Ad Enna e nelle altre province virtuose, i progressi dei cittadini non bastano ancora a compensare i costi di un sistema regionale che sconta decenni di politiche ambientali fallimentari.

Un quadro regionale in frenata

Il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa, ha evidenziato come, dopo anni di progressi, la Sicilia sembri aver tirato il freno a mano. Se Enna resiste sopra la soglia del 66%, la media regionale resta inchiodata al 55,51%, con una crescita quasi impercettibile dello 0,31% nell’ultimo anno.

Dati che, però, non devono trarre in inganno. Tanto c’è da fare sul fronte della raccolta, della pulizia nei comuni e soprattutto sul fronte del contenimento dei costi generali