Micciché sul palco con Mirello: “Lo aiutai con la Kore e mi salvò dalla trappola all’Ars”
Enna-Cronaca - 29/05/2026
Gianfranco Micciché era lì, sul palco del Barone Rosso, a festeggiare Mirello Crisafulli nella sua prima serata da sindaco di Enna. Un’amicizia che attraversa decenni e schieramenti opposti, e che ieri sera ha preso la forma di rivelazioni inedite: dall’università Kore alla notte in cui Crisafulli salvò la carriera politica dell’ex presidente dell’Ars.
La presenza dell’ex console di Berlusconi in Sicilia — oggi tra i fondatori di Grande Sicilia, la creatura politica nata con Raffaele Lombardo che ad Enna ha come referente l’assessore Francesco Colianni, uomo della coalizione che ha sostenuto Ezio De Rose contro Crisafulli — potrebbe sembrare un paradosso. Ma Micciché non ha lasciato dubbi sul perché fosse lì: era lì per un amico.
La Kore, il primo favore
Il primo capitolo del loro legame risale ai tempi del Governo Berlusconi. Micciché ha raccontato di essere stato contattato da Crisafulli con una richiesta precisa: fare da tramite con il ministro Letizia Moratti per garantire autorizzazioni e risorse necessarie alla nascita dell’università Kore di Enna. Un impegno che Micciché dice di aver onorato, e che Crisafulli non avrebbe mai dimenticato.
La notte dell’Ars: Cuffaro, Alfano e Mirello nascosto in casa
È il secondo aneddoto quello destinato a restare. Micciché era appena entrato al Parlamento regionale e ambiva alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana. Qualcuno, però, gli stava preparando una trappola.
Fu Crisafulli — senatore in quel momento, esponente del Pd, quindi dall’altra parte dello schieramento — ad avvertirlo. “Unnì sì… sto arrivando da Roma”, gli disse al telefono. Micciché pensava a una visita informale. Invece Crisafulli aveva un piano: “Tu ha fari comu ti rico — ha chiamare Totò Cuffaro ed Alfano e ci rici che nun vò fari u presidente dell’Ars ma l’assessore alla Sanità” (“Devi fare come ti dico: chiama Cuffaro e Alfano e di’ loro che non vuoi fare il presidente dell’Ars ma l’assessore alla Sanità”).
Micciché convocò i due a casa sua. Crisafulli rimase nell’appartamento, ma nascosto. Di fronte a Cuffaro e Alfano, Micciché recitò la parte: voleva l’assessorato alla Salute, non la presidenza. I due “sbiancarono”, racconta. A quel punto Micciché calò la carta vera: se l’indomani fosse stato eletto presidente dell’Ars alla prima votazione, avrebbe rinunciato all’assessorato. Era un modo per smascherare chi lo stava sabotando e per blindare la propria elezione.
Il giorno dopo, fu eletto al primo scrutinio
“Io devo la mia elezione a Crisafulli”, ha detto Micciché dal palco. Un’amicizia, quella tra i due, che la politica non ha mai scalfito — e che ieri sera Enna ha potuto ascoltare per la prima volta.