Morto in Venezuela per il sisma, lacrime a Calascibetta alla messa per Giuseppe

“Giuseppe, dando la sua vita, per salvare quella di sua moglie, ci ha insegnato cosa significa essere cristiani. Un gesto di altruismo che compiono le persone buone e vicine a Cristo. Chiediamo al Signore che sostenga i figli, che vivono in Europa, e la moglie che si trova in Venezuela”.

L’omelia di don Maurizio Nicastro

E’ uno dei passaggi più forti pronunciati, durante l’omelia, dall’arciprete di Calascibetta, don Maurizio Nicastro, che ha voluto ricordare Giuseppe Colaianni, 55 anni oriundo xibetano, morto nei pressi di Caracas a seguito del violentissimo terremoto che ha messo in ginocchio il Venezuela e dove si contano, sino ad oggi, quasi duemila morti e 50 mila dispersi. Una messa in suffragio, celebrata nella chiesa intitolata a Maria Santissima del Carmelo, che ha visto la partecipazione dei cugini, che vivono a Calascibetta, di tanti amici e conoscenti.

Il gesto che ha salvato la moglie

Giuseppe è rimasto sotto le macerie della sua casa, nella località di La Guaira, non prima di avere portato in salvo sua moglie, la venezuelana Iasmira, rimasta leggermente ferita. L’italo-venezuelano lascia due figli: Egidio Colaianni, ingegnere chimico, lavora e abita a Firenze, e Antonella Colaianni, studentessa universitaria in Francia.

Il ricordo della comunità xibetana

A ricordare Giuseppe, anche il sindaco di Calascibetta, nonché presidente della Provincia di Enna, Piero Capizzi, che dice: “Siamo profondamente colpiti per l’intera tragedia, ma in modo particolare per la scomparsa di un nostro concittadino che ha sempre continuato a vivere le nostre tradizioni e ad avere legami con la nostra terra”. Un paese attonito, Calascibetta, dove a ricordare il dramma sono anche i necrologi affissi per volontà dei cugini che Giuseppe era venuto a trovarli, ultimamente, nel 2022.

Il ritorno in Venezuela e l’appello della famiglia

Una morte che si incrocia con un destino beffardo. Per quasi due anni, infatti, sia Giuseppe, che lavorava da remoto per una società di spedizioni, sia la moglie, avevano vissuto in Francia, per restare vicini alla figlia, ma dopo questo lungo periodo in territorio transalpino erano ripartiti, venti giorni fa, per il Venezuela. Un ritorno che si è trasformato in tragedia, proprio nella terra dove il papà di Giuseppe, Egidio Colaianni, aveva fatto fortuna, lasciando Calascibetta negli anni ’50. Una triste vicenda sulla quale, adesso, i parenti che vivono a Calascibetta chiedono che i riflettori mediatici si spengano. “Il dolore – dice Giovanna Lucia Colaianni – non deve diventare spettacolarizzazione”.