Carcere di Enna, l’assessore Colaleo: “Avviare il percorso per il Garante comunale dei detenuti”

Tiene ancora banco la vicenda della rivolta nel carcere di Enna che ha dimostrato quanto precaria e pericolosa la situazione all’interno dell’area del Bodenza. L’assessore al Coordinamento dell’Azione amministrativa del Comune di Enna, Lillo Maria Colaleo, annuncia l’avvio di un percorso per l’istituzione del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, dopo avere partecipato a Palermo a un incontro promosso da ANCI Sicilia dedicato agli istituti penitenziari, alle politiche di inclusione e al ruolo dei Comuni sedi di carcere.

L’incontro promosso da ANCI Sicilia

Nel corso della riunione, alla quale hanno preso parte amministratori locali, rappresentanti istituzionali, realtà del Terzo settore e il Garante regionale dei diritti dei detenuti, Antonino De Lisi, sono stati affrontati i temi delle misure di inclusione, degli avvisi pubblici e della possibile istituzione della figura del Garante comunale nei territori che ospitano istituti penitenziari.

Colaleo riferisce di avere invitato il Garante regionale a visitare la Casa circondariale “Luigi Bodenza” di Enna per acquisire una conoscenza diretta della situazione della struttura, nella quale, afferma, detenuti, agenti di Polizia penitenziaria, personale, operatori e volontari vivono una condizione di forte disagio.

Il percorso annunciato dal Comune

Secondo l’assessore, anche a Enna è necessario aprire un confronto pubblico che coinvolga il Consiglio comunale, le istituzioni competenti, il Terzo settore e il mondo dell’associazionismo, con l’obiettivo di giungere alla nomina di un Garante comunale.

Colaleo sottolinea che la realtà della Casa circondariale riguarda l’intera comunità cittadina, coinvolgendo lavoratori, famiglie, istituzioni e detenuti, i quali, pur in stato di restrizione, conservano diritti, dignità e il diritto a un percorso di reinserimento. L’amministrazione comunale, conclude, seguirà la vicenda e promuoverà il percorso per l’istituzione della nuova figura di garanzia