Ex Asu, è scontro sul monte ore: Mpa attacca la Giunta, “Solo passerelle e false aspettative”

La partita è la stessa, ma la strada per arrivare al traguardo divide profondamente la politica ennese. Il tema è quello dell’aumento del monte ore per gli ex ASU stabilizzati a tempo indeterminato ma ancora in regime di part-time, una questione che coinvolge numerosi dipendenti comunali e che nelle ultime ore ha acceso il confronto tra l’amministrazione Crisafulli e il gruppo consiliare Mpa–Grande Sicilia.

L’iniziativa dell’assessore Colaleo

A innescare la polemica è l’ordine del giorno predisposto dall’assessore al Personale, Lillo Maria Colaleo, con il quale la Giunta chiede al Consiglio comunale di sostenere un’iniziativa politica rivolta alla Regione Siciliana e all’Assemblea regionale affinché vengano incrementate le risorse previste per il 2026 e rese strutturali negli anni successivi. L’obiettivo è garantire la copertura finanziaria necessaria ad aumentare il monte ore dei lavoratori stabilizzati part-time, superando una situazione che da anni rappresenta una delle principali criticità del personale comunale.L’atto, nelle intenzioni dell’amministrazione, vuole rafforzare il peso istituzionale della richiesta nei confronti della Regione.

Il confronto con la Regione

Il sindaco e l’assessore Colaleo sono chiamati ad avviare il confronto con il governo regionale, con l’Ars, con Anci Sicilia e con le organizzazioni sindacali, mentre gli uffici comunali dovranno definire una ricognizione tecnica e finanziaria sul fabbisogno effettivo dell’ente. Nessun nuovo costo, al momento, per il bilancio comunale, ma la prospettiva di migliorare sia le condizioni dei lavoratori sia l’efficienza della macchina amministrativa attraverso un maggiore impiego del personale.

Le contestazioni del Mpa

Una linea che non convince il Mpa–Grande Sicilia, che replica con una nota dai toni duri.Pur condividendo l’obiettivo del superamento del part-time, il gruppo consiliare parla di un’iniziativa destinata a trasformarsi in una “mera passerella politica”, accusando l’amministrazione di puntare su un atto d’indirizzo privo di effetti immediati e di alimentare aspettative difficilmente realizzabili.Secondo i consiglieri Francesco Comito, Ezio De Rose, Francesco Di Venti, Giusy Firrantello ed Emilia Lo Giudice, la soluzione non passa da un voto del Consiglio comunale ma da un confronto diretto con il Governo regionale, l’unico soggetto in grado di intervenire sia sul piano normativo sia su quello delle risorse finanziarie necessarie

Il coinvolgimento dell’assessore regionale Ingala

.Gli esponenti del Mpa rivendicano di avere già avviato un’interlocuzione con l’assessore regionale alla Funzione pubblica, Elisa Ingala, annunciando la convocazione, nelle prossime settimane, di un tavolo con rappresentanti dei lavoratori, organizzazioni sindacali e istituzioni per affrontare concretamente la vertenza.Per il movimento autonomista occorre costruire un percorso serio e sostenibile, evitando annunci che rischiano di creare illusioni tra i lavoratori. Da qui l’invito rivolto a tutte le forze politiche a sostenere il dialogo aperto con l’Assessorato regionale, mettendo da parte, si legge nella nota, “logiche di mera visibilità”.La distanza tra le due posizioni, dunque, non riguarda il traguardo finale, condiviso da entrambe le parti, ma il metodo con cui raggiungerlo. Da un lato l’amministrazione Crisafulli punta a costruire una pressione politica e istituzionale nei confronti della Regione attraverso un documento ufficiale del Consiglio comunale; dall’altro il Mpa ritiene che la strada più efficace sia quella del confronto diretto con Palermo, senza passaggi che considera prevalentemente simbolici.