Morte di Giadone, la difesa presenta una nuova richiesta di patteggiamento

Nuova richiesta di patteggiamento nel procedimento per la morte di Gabriele Giadone, il quindicenne di Barrafranca deceduto il 10 maggio dello scorso anno in seguito a un incidente stradale.

L’istanza della difesa

L’istanza è stata presentata dal difensore di Giuseppe Paternò, l’avvocato Paolo Piazza. L’uomo è accusato di omicidio stradale. Il procedimento è adesso assegnato al giudice Ornella Zelia Futura Maimone. L’udienza è stata fissata per il prossimo 27 ottobre, quando sarà esaminata la nuova richiesta di patteggiamento avanzata dalla difesa.

La vicenda torna all’attenzione del giudice dopo che il gip Giuseppe Noto ha restituito gli atti al pubblico ministero Maria Chiara Tribulato. In precedenza era stata avanzata una richiesta di patteggiamento a sei mesi di reclusione, ma il giudice aveva rilevato la necessità di rivalutare il trattamento sanzionatorio.

Le posizioni delle parti

La famiglia del giovane, assistita dagli avvocati Gaetano Giunta e Giusy Nicoletti, si è opposta alla precedente ipotesi di definizione del procedimento, ritenendo la pena proposta non proporzionata alla gravità dei fatti contestati.

Nei giorni precedenti alla decisione del gip Noto, i familiari del ragazzo avevano anche promosso una manifestazione davanti al Tribunale di Enna. “Noi chiediamo giustizia, non vendetta. La vita di nostro figlio non può essere liquidata con una pena di una manciata di mesi”, aveva dichiarato il padre, Angelo Giadone.

Il nodo delle consulenze tecniche

Tra gli aspetti ancora al centro del procedimento vi sono le differenti conclusioni delle consulenze tecniche sulla dinamica dell’incidente.

La consulenza disposta dalla Procura, redatta dall’ingegnere Girolamo Vitellaro, stima che il ciclomotore condotto dal giovane viaggiasse a circa 68 chilometri orari. Diversa la ricostruzione del consulente incaricato dalla famiglia Giadone, l’ingegnere Emanuele Vadalà, secondo il quale la velocità sarebbe stata di circa 38 chilometri orari. Le valutazioni tecniche rappresentano uno degli elementi su cui il procedimento dovrà fare chiarezza. Non è escluso che il giudice possa disporre una nuova consulenza tecnica super partes per approfondire la dinamica del sinistro.