Aeroporto nell’Ennese, Marino sposa l’idea: “Per una volta d’accordo con Musumeci”

“Per una volta, e con qualche sorpresa, siamo d’accordo con Nello Musumeci”. Stefania Marino apre così la sua presa di posizione sull’emergenza provocata dalla cenere dell’Etna e dai disagi all’aeroporto di Catania. Per la deputata dem, le criticità di Fontanarossa hanno riportato alla luce una fragilità strutturale della rete aeroportuale siciliana.

Da qui la richiesta di riaprire il dossier sul nuovo scalo nella zona Catenanuova-Dittaino, nel cuore della Sicilia. Una proposta che nell’Ennese sta raccogliendo consensi trasversali, dal deputato regionale del Pd Fabio Venezia al presidente provinciale di Fratelli d’Italia Nino Cammarata, fino alla sindaca di Valguarnera Carmen Cutrona, che ha chiesto un tavolo tecnico con i Comuni.

Il precedente del 2008

Marino richiama il progetto già sostenuto nel 2008 dall’allora deputato del Pd Mirello Crisafulli. L’obiettivo, spiega, non sarebbe quello di sostituire Catania, ma di affiancarlo con un’infrastruttura strategica capace di garantire collegamenti anche quando Fontanarossa non è operativo.

“Il problema non è l’Etna, ma una rete aeroportuale siciliana che non può continuare a dipendere da uno scalo esposto alle eruzioni del vulcano”, sostiene Marino, citando i quasi 700 voli cancellati e i disagi per passeggeri, imprese e turismo.

Dalla proposta allo studio

Il passaggio politico chiesto alla Regione è ora concreto: verificare se quel progetto possa tornare attuale attraverso uno studio di fattibilità.

“Dopo quasi vent’anni e alla luce di quanto sta accadendo, sarebbe irresponsabile continuare a considerare quel progetto un capitolo chiuso”, afferma la deputata, chiedendo alla Regione di “avviare uno studio di fattibilità e verificare concretamente la possibilità di realizzarlo”.

Il tema torna così al centro del dibattito ennese con una convergenza politica inedita. L’emergenza di Catania riapre infatti una discussione rimasta per anni sullo sfondo, mentre l’ipotesi Dittaino-Catenanuova viene ora proposta non come alternativa a Fontanarossa, ma come possibile secondo pilastro della rete aeroportuale siciliana.