Cerami, giovani e aree interne: il confronto sulla “restanza” e sul futuro del territorio
Cerami - 28/08/2026
“Cu nesci arrinesci, ma quannu n’arrinesci?” è il titolo dell’incontro che si è svolto nello spiazzo antistante una casa di campagna in contrada Sudore, a Cerami, non lontano dai resti del ponte Cicerone, costruito dai Romani poco più di duemila anni fa.
Circa 40 persone hanno partecipato all’iniziativa, una presenza significativa per un piccolo paese di circa 1.800 abitanti. L’incontro, organizzato e moderato da Giuseppe Sutera, studente di Giurisprudenza, ha messo al centro il rapporto tra giovani, aree interne e possibilità di costruire il proprio futuro senza necessariamente lasciare il territorio.
Restare come scelta e impegno
Al dibattito hanno partecipato Gaetano Livolsi, giovane laureato in Scienze Politiche con una tesi di laurea sull’Area Interna di Troina, Giuseppe Trovato, autore del libro “Restare è resistere”, e Angelo Schillaci, giovane imprenditore agricolo che ha scelto di restare a Cerami.
Sul tema delle condizioni socio-economiche e culturali dei giovani nelle aree interne sono intervenuti anche Silvano Privitera e Nuccia Schillaci del Forum Aree Interne e il giovane Salvatore Misuraca.
«Rimanere nel luogo dove si vive è un diritto, non è una resa», ha detto Sutera, sottolineando la necessità di aprire spazi di confronto su una questione che riguarda direttamente il futuro dei piccoli comuni.
Per Livolsi, creare occasioni per discutere di questi temi è necessario perché restare non significa rinunciare a impegnarsi. Al contrario, secondo il giovane laureato, significa essere attivi per cambiare le cose utilizzando le risorse materiali e immateriali presenti nel territorio.
La “restanza” come forma di resistenza
Trovato ha dedicato alla “restanza” un intero capitolo del suo libro. Nel corso dell’incontro ha sottolineato come «restare non è soltanto un atto di amore, ma è anche un impegno a resistere per migliorare il territorio in cui si vive», con la consapevolezza della difficoltà della situazione.
Una consapevolezza che, secondo Trovato, non sarebbe presente in ampi settori del ceto dirigente locale, che rischierebbero di leggere la realtà attraverso la propria posizione sociale ed economica privilegiata, finendo per confondere la percezione soggettiva con la realtà dei territori.
Il confronto ha così spostato il tema della permanenza nei piccoli comuni dalla dimensione della scelta individuale a quella delle condizioni che possono rendere concretamente possibile costruire un futuro nelle aree interne.
La scelta di Angelo Schillaci
Tra le esperienze raccontate c’è quella di Angelo Schillaci. Dopo il diploma al liceo musicale di Enna e la frequenza del Conservatorio Bellini di Catania, a 19 anni ha deciso di abbandonare la musica e di restare a Cerami.
È entrato nell’azienda di famiglia e successivamente si è laureato in Tecnologie agrarie, discutendo una tesi sui sistemi zootecnici capaci di tutelare il territorio delle aree interne.
Una scelta che rappresenta una delle possibili declinazioni della “restanza”: non soltanto rimanere fisicamente nel proprio paese, ma costruire intorno a quella decisione un percorso professionale e formativo.
Il ruolo dei giovani nelle politiche delle aree interne
Privitera, coordinatore del Forum Aree Interne, ha evidenziato che i giovani che decidono di rimanere a Cerami e negli altri 13 comuni dell’Area Interna di Troina sono chiamati a partecipare alla definizione e all’attuazione delle politiche di sviluppo dell’intero territorio.
Nuccia Schillaci ha richiamato invece il contributo del Forum Aree Interne nella promozione dell’Area Interna di Troina, mentre Misuraca ha posto l’accento su due condizioni considerate decisive per favorire il ritorno di chi è andato via: le opportunità di lavoro e il senso di appartenenza.
Il confronto di contrada Sudore ha riportato così al centro una domanda che riguarda molti piccoli comuni delle aree interne: non soltanto perché i giovani partono, ma quali condizioni siano necessarie perché restare, o tornare, possa diventare una possibilità concreta.