Il Concerto di Bandabardo’ a Calascibetta tra musica e temi sociali

“Tutti noi dovremmo chiederci dove vuole andare a finire questo mondo, con i leader che pensano solo alla guerra. Dobbiamo farci sentire e dire “no” agli armamenti, così come dobbiamo dire “no” ai signori della guerra, causa di distruzione e morte”. Lo ha sottolineato ieri sera Alessandro Finazzo, l’attuale frontman della band musicale Bandabardò, in concerto a Calascibetta.

La musica motore di temi sociali

La musica che diventa una locomotiva per portare in giro, non solo in Italia, importanti temi sociali e sottoporli all’attenzione del pubblico. Problematiche, alcune delle quali, stanno dilaniando la nostra società, come il femminicidio. “Vorrei una società dove la donna ha tutto il diritto di dire “no” all’uomo, ma anche di dire “si” all’aborto”, quest’ultimo un diritto acquisito negli anni passati”, ha continuato la voce, ma anche chitarrista della band fiorentina. Un messaggio rivolto, oseremo dire, al generale Vannacci, dopo l’ultima sua uscita dove dice “l’aborto non è un diritto”. Temi seri, delicati che hanno conquistato i numerosi giovani assiepati sotto il palco, i quali hanno risposto con un lungo applauso. E lo hanno fatto soprattutto quando Alessandro Finazzo ha detto: “Vorrei una società antifascista”.

Tanta gente per un’ora e mezza di spettacolo

Un’ora e mezza di spettacolo, tra musica e riflessioni sul sociale. Un’esperienza trentennale, quella del
gruppo musicale formatosi a Firenze nel 1993, capace di coinvolgere sino alla fine dello spettacolo il numeroso pubblico. Brani di successo come “Manifesto”, “Ubriaco canta amore”, Venti bottiglie di vino”, “Vento in faccia”, ma soprattutto “Beppeanna”, una canzone nota anche come “Se mi rilasso collasso”, con il pubblico che l’ha accompagnata, piacevolmente, con il battito delle mani. Quasi trentanni di esperienza musicale che si è manifestata anche a Calascibetta. Sul palco si è vista un’esplosione di vitalità, amore di
suonare e cantare. Una band capace di mettere insieme folk, rock e ritmi popolari, con un finale inedito, dal sapore nostalgico, perché il concerto si era concluso: i musicisti a ringraziare Calascibetta, con il sottofondo della canzone dei Pooh “Tanta voglia di lei”, sublimata nei versi “Mi dispiace devo andare. Il mio posto è là”, mentre dall’altra parte si elevavano applausi sinceri da parte del pubblico.