Una seduta del Consiglio comunale sullo Stadio, la richiesta MpA: “Sindaco riferisca”

“Le dichiarazioni del presidente dell’Enna Calcio, Giancarlo Travagin, sulla vicenda dello stadio Generale Gaeta impongono un chiarimento immediato da parte dell’Amministrazione comunale. Non è più sufficiente assistere al susseguirsi di comunicati e dichiarazioni: la città deve sapere cosa sia accaduto, perché lo stadio non sia stato ancora riconsegnato e, soprattutto, quando l’Enna Calcio potrà finalmente tornare a giocare nella propria casa”. A dirlo sono Omar Vellari, segretario provinciale Giovani MPA, Salvatore Astorina, vicesegretario cittadino MPA, e Simone Bongiorno, membro dell’MPA.

“Il presidente Travagin ha dichiarato pubblicamente di essere arrivato a Enna anche perché “è stato il Sindaco in persona a volerlo su questo territorio”, sostenendo di aver ricevuto precise garanzie per costruire un progetto sportivo e sociale serio. Oggi afferma che quelle garanzie sarebbero state “disattese completamente”. Sono parole che non possono essere ignorate. Se il Sindaco ha personalmente garantito determinate condizioni e convinto una società e un imprenditore a investire sulla nostra città, deve chiarire quali impegni siano stati assunti, cosa sia cambiato e quali siano le ragioni della situazione attuale. Le parole pronunciate quando si chiedeva a qualcuno di credere nel progetto Enna devono avere lo stesso peso anche oggi”.

Punti da chiarire

Per il MPA, un ulteriore punto da chiarire riguarda la vigilanza sull’esecuzione dell’intervento: “I lavori risultavano consegnati già nel mese di aprile. La nuova Amministrazione, dal momento del suo insediamento, aveva il dovere di monitorarne l’andamento, verificare il rispetto delle tempistiche e intervenire tempestivamente in presenza di eventuali criticità. Chiediamo quindi di sapere quali controlli siano stati effettuati, quando siano emerse le problematiche che hanno determinato i ritardi e quali iniziative siano state adottate per affrontarle. È necessario ricordare, inoltre, che la precedente Amministrazione è riuscita a intercettare i finanziamenti necessari per la riqualificazione di una parte dello stadio, destinando anche importanti risorse di spesa corrente a sostegno del funzionamento della società. A questo impegno deve corrispondere, da parte di chi oggi governa la città, la capacità di garantire continuità, vigilanza e chiarezza. Non vogliamo sostituirci agli organi tecnici nell’accertamento delle responsabilità. Resta però fermo un principio: chi amministra deve vigilare, intervenire e assumersi la responsabilità delle proprie scelte e delle proprie dichiarazioni”.

Il movimento richiama anche il valore sociale della vicenda: “Il calcio rappresenta aggregazione, socialità e comunità. Coinvolge ragazzi, giovani, famiglie, tifosi e tutta la città. L’Enna Calcio non può essere costretta a programmare la propria stagione nell’incertezza, sostenendo anche maggiori costi per l’utilizzo dell’impianto di Pergusa. Enna non può permettersi di perdere credibilità nei confronti di chi ha scelto di investire sul territorio”.

Una seduta del Consiglio dedicata allo stadio

Da qui la richiesta di una seduta urgente del Consiglio comunale, affinché il Sindaco, l’Assessore allo Sport e l’Amministrazione riferiscano pubblicamente sullo stato dei lavori, sulle ragioni dei ritardi, sui controlli effettuati dal mese di aprile e sui tempi effettivi per la riconsegna dello stadio.

“Il Sindaco deve rispondere sul piano politico e amministrativo degli impegni assunti, spiegando alla città eventuali cambiamenti rispetto a quanto dichiarato. Lo sport ennese non può essere lasciato nell’incertezza: l’Enna Calcio, i ragazzi, le famiglie e tutta la comunità sportiva meritano certezze e rispetto. La città ha diritto di sapere cosa sia successo, quali responsabilità ci siano e, soprattutto, quando potrà riavere il proprio stadio”, concludono Vellari, Astorina e Bongiorno.