Al via la nona campagna di scavi archeologici a Troina

E’ iniziata il 5 ottobre la nona campagna di scavi in contrada La Catena, a ridosso del centro urbano, condotta dall’Università di Messina in collaborazione con il comune di Troina e il Parco archeologico di Morgantina e della Villa romana del Casale, sotto la direzione scientifica della prof.ssa Caterina Ingoglia, docente associata di Metodologia della ricerca archeologica nell’Università di Messina. Del gruppo dei giovani archeologi che partecipano alla campagna di scavi, che si concluderà il 22 ottobre, fanno parte: Alfio Caltabiano di Mascali, Eleonora Cantatore di Rometta, Ylenia Favaloro di Lipari, Alice Manti di Melito Porto Salvo, Clelia Marchese di Acquedolci, Elisa Misiano di Letojanni e Giulio Russo di Nicosia. Sono animati da grande passione per il lavoro che fanno questi giovani archeologi e archeologhe, se anche ieri incappucciati e infagottati, erano allo scavo, nonostante soffiasse un gelido e pungente venticello di tramontana.

Troina, un paese dalle antichissime origini

Troina è un paese di antichissime origini. Per la sua collocazione geografica sul versante meridionale dei Nebrodi ad un altitudine di 1121 su livello del mare, Troina era, ed è tuttora, un ottimo punto di osservazione della Piana di Catania e delle foreste nebrodensi da cui si estraeva ottimo legname. Metteva inoltre in collegamento la fascia tirrenica e quella ionica della Sicilia nord orientale della Sicilia. Non è lavoro facile per gli archeologi che provano a ricostruirne la storia dei periodi lontani due millenni fa.

Contrada La Catena: le tracce della storia tra età ellenistica e moderna

Nell’area della Catena, due mila e trecento anni fa, c’era un edificio pubblico dove si riuniva il consiglio cittadino. Nei secoli successivi, nel periodo bizantino in particolare, altre costruzioni si sono sovrapposte. Nel Medio Evo e fino alla tarda Età Moderna venne utilizzata come cimitero. “Le campagne di scavo hanno restituito un palinsesto di evidenze archeologiche, che è compreso tra l’età ellenistica e l’età moderna. E’ emerso che l’area ha subito più volte pesanti rimaneggiamenti ad opera dell’uomo e di eventi naturali”, ha spiegato la prof.ssa Ingoglia