Policlinico di Enna, Crisafulli rilancia ed apre alle altre province
Enna-Cronaca - 27/10/2026
Tre direttrici per il governo della città, ma una partita destinata a pesare più delle altre sul futuro di Enna: il Policlinico universitario. Il sindaco Mirello Crisafulli ha illustrato in Consiglio comunale le priorità della sua amministrazione, intrecciando il riordino dei beni pubblici e la valorizzazione della storia cittadina con il progetto sanitario. Una linea politica che punta a trasformare le decisioni assunte in risultati concreti, proprio mentre sul quarto Policlinico siciliano emergono i primi nodi istituzionali.
Policlinico, il consenso non basta
Crisafulli ha definito il Policlinico «il più significativo» dei tre obiettivi illustrati. Il Consiglio comunale ha deciso all’unanimità di convocare una seduta solenne, invitando parlamentari regionali e nazionali e le autorità competenti, per sostenere la scelta dell’Assemblea regionale siciliana di indicare Enna come sede della nuova struttura.
Il passaggio politico è rilevante, ma il quadro resta aperto. Come riportato da ViviEnna il 23 ottobre, l’assessorato regionale della Salute ha precisato che l’attuazione della norma approvata dall’Ars richiede interlocuzioni obbligatorie con i ministeri dell’Università e della Ricerca, della Salute e dell’Economia. La stessa nota segnala inoltre una mancata coerenza con la rete ospedaliera attualmente al vaglio ministeriale.
Il milione di euro stanziato per la progettazione rappresenta dunque un avvio, non la realizzazione del Policlinico. È su questo terreno che la rivendicazione politica di Enna dovrà misurarsi con la programmazione sanitaria e con le procedure necessarie.
Crisafulli, «non capisco le polemiche»
Il sindaco respinge le contestazioni e invita a guardare alla trasformazione dell’offerta sanitaria. «Non capisco le polemiche», ha dichiarato in Consiglio, richiamando il percorso dell’università e della Facoltà di Medicina e ricordando che in Sicilia i policlinici esistenti risalgono a epoche lontane.
La sua argomentazione si fonda anche sulla presenza universitaria: «A Enna abbiamo 200 professori di Medicina e 12 reparti clinicizzati grazie all’università». A questo, ha aggiunto, si affianca la radioterapia, che rafforzerebbe le prospettive di sviluppo dell’ospedale Umberto I.
Il punto politico è evitare che il confronto con altri territori si trasformi in una contrapposizione improduttiva. «Non abbiamo motivo di entrare in concorrenza con nessuno», ha affermato Crisafulli, proponendo un progetto capace di coinvolgere l’Asp ennese e i Comuni delle Madonie, del Nisseno, dell’Agrigentino e del Calatino.
Una strategia di apertura che dovrà però trovare riscontro negli atti e nelle intese istituzionali. La disponibilità alla collaborazione può rafforzare il progetto, ma non elimina da sola le criticità segnalate dalla Regione.
Immobili comunali, basta proroghe
Sul fronte amministrativo, l’annuncio più immediato riguarda il patrimonio immobiliare del Comune. Le convenzioni in scadenza entro la fine dell’anno non saranno rinnovate né prorogate. Una volta recuperati i locali, l’amministrazione procederà con bandi pubblici per consentire a tutti gli interessati di partecipare.
Crisafulli ha descritto una situazione caratterizzata, a suo giudizio, da concessioni senza adeguati atti, assenza di canoni e utenze pagate dall’ente. «Non intendo avallare gli sprechi», ha dichiarato, aggiungendo che, qualora emergessero responsabilità erariali, sarà lui stesso a trasmettere le carte alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti.
La scelta rivendica un principio di trasparenza e di restituzione dei beni alla collettività. «L’esclusività nell’utilizzo di un bene pubblico è contraria ai miei principi, il bene pubblico è tale perché tutti possano utilizzarlo», ha detto il sindaco.
Il passaggio dalla denuncia alla riorganizzazione sarà decisivo: i bandi dovranno tradurre l’indirizzo politico in procedure trasparenti, criteri verificabili e una gestione economicamente sostenibile.
Storia, il centenario diventa un progetto
La terza direttrice guarda al 6 dicembre, quando ricorrerà il centenario del telegramma che promosse Enna a capoluogo di provincia. L’amministrazione lavora all’esposizione di una parte delle collezioni del notaio Argento e Cammarata, oltre a un’altra raccolta per la quale sono in corso interlocuzioni con il Museo Alessi.
Crisafulli ha richiamato in particolare le monete di epoca romana, testimonianza delle radici antiche della città. Tra le ipotesi per il futuro figura anche l’utilizzo di una parte dei locali dell’ex scuola Pascoli come spazio espositivo dedicato ai beni di interesse storico.
Il progetto è ancora legato alla disponibilità degli spazi e alla definizione degli accordi necessari, ma punta a dare al centenario un contenuto che vada oltre la celebrazione istituzionale.
La prova della concretezza
Il filo che lega i tre annunci è la volontà di assegnare a Enna un ruolo più forte, sul piano amministrativo, culturale e sanitario. Ma i tempi e la natura dei risultati sono differenti: per gli immobili si apre la fase delle scadenze e dei bandi; per il patrimonio storico occorre definire spazi e collezioni; per il Policlinico resta un percorso istituzionale più complesso.
Crisafulli ha concluso con un appello all’unità: «Se lo faremo con compattezza, senza conflitti e senza polemiche – che non ci appartengono – questa strada porterà grandi risultati».
La sfida, adesso, è trasformare questa compattezza in atti amministrativi, accordi e decisioni operative. Soprattutto sul Policlinico, dove il consenso politico ottenuto a Enna dovrà trovare una strada praticabile anche a Palermo e a Roma.