Dissequestrati beni mobili ed immobili all’Ato Rifiuti di Enna
Enna-Cronaca - 31/03/2010
Il Gip presso il tribunale di Enna, Pasqualino Bruno, ha emesso ordinanza di dissequestro dei beni che la Guardia di Finanza aveva sequestrato all’Ato rifiuti, appena due mesi fa nel corso di un’ indagine che aveva come elemento portante una presunta truffa alla Regione con l’accesso da parte del Consiglio di Amministrazione al fondo di rotazione. Con lo stesso provvedimento ora La Guardia di Finanza ha dissequestrato alcune somme che erano depositate nel conto corrente della società Ato Rifiuti, alcune partecipazione e soprattutto i beni immobili costituiti dall’impianto di compostaggio che si trova nella zona di Dittaino e l’impianto di selezione dei rifiuti che si trova a Gagliano. Il tutto per un valore complessivo di circa otto milioni 915 mila euro. Un provvedimento di dissequestro, quello disposto dal Gip presso il tribunale di Enna, di cui non si conoscono ancora le motivazioni. I finanzieri del nucleo di Polizia tributaria, ieri mattina hanno notificato il provvedimento al responsabile legale della società, dottor Michele D’Amico.
“Un sequestro ed un dissequestro – ha dichiarato il presidente della Commissione di Liquidazione, Salvatore Ragonese – che hanno fatto perdere la serenità a parecchi, ed ovviamente non ce n’era bisogno”. La decisione del dottor Pasqualino Bruno però non ha trovato favorevole il Pm, il Procuratore della Repubblica, Calogero Ferrotti, che pare abbia presentato già ricorso al tribunale di riesame di Caltanissetta su questo provvedimento non condividendolo e, quindi, chiedendo di annullare il provvedimento di dissequestro di beni mobili ed immobili. La società Enna Euno o Ato Rifiuti, composta da tutti i sindaci dei venti comuni e dalla Provincia, aveva nominata per un certo periodo un consiglio di amministrazione composto dalla deputazione ennese ed in particolare dall’attuale senatore Mirello Crisafulli, dall’onorevole Ugo Grimaldi, dai deputati regionali Elio Galvagno, Salvatore Termine e dall’ex deputato Carmelo Tumino, in un momento di grande crisi, con i lavoratori in stato di agitazione per non avere ricevuto le spettanze. Per accedere al fondo di rotazione il Consiglio di Amministrazione elevò le azioni della società da 300 mila ad un milione e 100 mila euro e così si potè accedere al fondo di rotazione, con l’arrivo di tre milioni e cinquecento mila euro ed il pagamento immediato degli arretrati ai lavoratori ed agli amministrativi sia dell’Ato Rifiuti che della società SiciliAmbiente. Proprio quest’operazione viene considerata dalla Fiamme Gialle presunte “falsità nei bilanci e nelle comunicazioni sociali finalizzate a occultare perdite di esercizio di rilevante entità e ottenere quindi indebite erogazioni pubbliche da parte della Regione”. C’è a questo proposito un ricorso in Cassazione che dovrà essere depositato entro domani dai difensori degli ex amministratori-politici dell’Ato, Mirello Crisafulli, Salvatore Termine, Elio Galvagno, Carmelo Tumino e Ugo Grimaldi. Il sequestro ai politici di 684 mila euro era intervenuto in via “sussidiaria” al sequestro operato nei confronti dell’Ato, ma la caduta del sequestro principale potrebbe provocare la caduta anche di questo provvedimento.