Enna. “FAVOREGGIAMENTO”: Alla sbarra due giornalisti
Enna-Cronaca - 02/06/2010
Enna. Una pronuncia favorevole, aprirebbe un caso destinato a fare giurisprudenza e estendere il “segreto professionale” a tutti i giornalisti d’Italia. Il giudice Giovanni Milano deciderà domani, 3 giugno, se ricorrere in via incidentale alla Corte Costituzionale, al processo a carico dei giornalisti pubblicisti Josè Trovato e Giulia Martorana, rinviati a giudizio dalla Procura di Enna per “favoreggiamento”, per aver opposto il segreto professionale alla richiesta di rivelare l’identità della fonte di una notizia pubblicata sul Giornale di Sicilia e su La Sicilia. Il tribunale è chiamato a esprimersi sulla questione di legittimità costituzionale avanzata dalla difesa di Trovato, consigliere regionale dell’Assostampa, in merito all’articolo 200 del codice di procedura penale, che attribuisce il “segreto professionale” ai giornalisti, ma limitandolo ai professionisti e non anche ai pubblicisti – storicamente in prima linea nell’esercizio del diritto-dovere di cronaca – in maniera “anticostituzionale e contraria alle norme dell’ordinamento europeo”, secondo l’avvocato Salvatore Timpanaro del foro di Nicosia, che assiste Trovato assieme al penalista Gioacchino Sbacchi del foro di Palermo. La Martorana è difesa dall’avvocato Gianfranco D’Alessandro del foro di Nicosia. Alla richiesta di ricorso alla consulta non s’è opposto il PM Santo Di Gregorio, che s’è rimesso alla volontà del giudice. “La questione di legittimità costituzionale è, nell’economia del processo, non solo rilevante, ma manifestamente decisiva”, scrive l’avvocato Timpanaro, in una memoria depositata martedì. Il legale poi cita i principi costituzionali in contrasto col codice: il principio di uguaglianza di fronte alla legge “tra situazioni omogenee”, la “libertà di stampa” e i principi che sanciscono il sovraordinamento del diritto internazionale: la Convenzione europea per i diritti dell’uomo estende a tutti il diritto di riservatezza delle fonti. Anche alcune sentenze della Corte di Giustizia Europea garantiscono, a differenza di quanto avviene con il codice di procedura penale, il diritto-dovere di riservatezza delle fonti. Parteciperanno all’udienza i segretari regionale e provinciale dell’Assostampa Alberto Cicero e Ivan Scinardo, che sin dall’inizio hanno sostenuto i due colleghi.