A breve deposito perizie disposte da Procura Enna su edifici scolastici provinciali
Enna-Cronaca - 17/06/2010
Atteso a breve il deposito delle perizie disposte dalla Procura di Enna nell’ambito dell’inchiesta sugli edifici scolastici provinciali. Dopo l’apertura del fascicolo di inchiesta il procuratore capo Calogero Ferrotti aveva disposto alcuni approfondimenti tecnici per alcuni degli edifici finiti al centro delle indagini, lo scorso dicembre a seguito di un dettagliato esposto bel quale si chiedeva alla magistratura di verificare se gli edifici scolastici adibiti a scuole superiori sono a norma di legge e rispondono ai parametri di sicurezza il procuratore aveva delegato gli accertamento alla Digos di Enna. Per due istituti, tra i quali sembra il tecnico di Piazza Armerina. Era stato disposto un approfondimento degli accertamenti con analisi statiche che a breve dovrebbero essere depositate. Dalla prima informativa da parte della Digos era emersa l’opportunità di ulteriori accertamenti tecnici sulle strutture degli edifici e il procuratore aveva autorizzato gli stessi funzionari che stanno indagando, a incaricare esperti e periti.
Dai primi rilievi effettuati non sarebbero emerse situazioni di grave dissesto delle strutture che ospitano le scuole superiori, ma il procuratore anche alla luce delle conclusioni contenute nell’informativa, ha ritenuto che servono esperti strutturisti per individuare eventuali problemi statici derivanti da materiali utilizzati o da interventi di ristrutturazione, ampliamento, adeguamento che sono stati eseguiti negli anni. Si tratta di una parte della complessa inchiesta che oltre agli accertamenti sulle strutture riguarda anche l’aspetto altrettanto complesso delle violazioni normative e la presunta mancanza di certificati antincendio, statici e di destinazione ad uso. Sono stati esaminati permessi, collaudi, certificati di agibilità per uso scolastico, nullaosta antincendio, progetti originari ed eventuali piani di ristrutturazione, ma non è stato reso noto se questo accertamento ha riscontrato violazioni e mancanze, considerata la mole enorme di documenti da esaminare, molti dei quali anche risalenti a oltre 30 anni fa e in parte bon facilmente reperibili. La Digos avrebbe già depositato la seconda informativa relativa alle indagini sui documenti.
Giulia Martorana