In 25 mila a Palermo alla manifestazione indetta dalla CGIL

Palermo – In 25 mila stanno partecipando a Palermo alla manifestazione regionale promossa dalla Cgil nell’ambito dello sciopero generale proclamato a livello nazionale. Un lungo corteo si e’ mosso da piazza Croci a piazza Verdi dove e’ stato allestito il palco per i comizi. Ha preso la parola Maurizio Cala’, segretario della Cgil di Palermo. Parleranno poi lavoratori dell’industria, della scuola, precari della pubblica amministrazione, quindi Mariella Maggio, segretaria della Cgil Sicilia e concludera’ vera La Monica, segretaria confederale n azionale della Cgil. Nel corteo lavoratori, pensionati, giovani di tutte le province e striscioni di aziende e altri luoghi di lavoro. In apertura lo striscione “Tutto sulle nostre spalle? No”, seguito da un gruppo di suonatori di tamburo di Agrigento: quasi novelli banditori per amplificare la voce di un’organizzazione che dice appunto “No a una manovra ingiusta” e chiede interventi per lo sviluppo del Paese e del Mezzogiorno, secondo la Cgil, “abbandonato”.
“Se qualcuno pensa che la Cgil sia isolata la manifestazione di oggi e’ la prova che si sbaglia.E assieme ai lavoratori, ai pensioni ai giovani ci sono pure altre categorie che hanno manifestato in queste settimane il loro dissenso verso la manovra verso la politica del governo, come le forze di polizia, i magistrati, i giornalisti”: lo ha detto Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana, dal palco allestito di fronte al Teatro Massimo, a Palermo. Maggio ha sollecitato “un piano di investimenti per il Mezzogiorno: dalla copertura degli Apq, alle risorse Fas. Siamo al fianco degli enti locali- ha aggiunto- sulla richiesta di deroga al patto di stabilita’”. La segretaria della Cgil siciliana ha sottolineato che “la manovra incidendo sui contratti e sui Comuni determinera’ un doppio effetto: ci saranno meno soldi nelle tasche dei cittadini, dunque meno consumi, ma anche meno servizi. Insomma- ha rilevato si andra’ incontro a un impoverimento della maggior parte delle persone”. La Maggio ha ricordato che “in Sicilia le persone senza lavoro, tra disoccupati e scoraggiati, sono 500 mila con un tasso di disoccupazione che unendo le due componenti raggiunge il 27%”. Di fronte a centinaia di bandiere rosse Cgil di tutte le province, di tutti i settori, e dei luoghi di lavoro la segretaria della Cgil siciliana ha detto che “ anche la regione deve fare la sua parte nel rivendicare risorse al governo nazionale, ma deve anche cambiare la sua politica economica”. Oggi, anche l’occasione per lanciare la campagna “Vogliamo essere italiani”, con la distribuzione di centomila cartoline che i cittadini potranno inviare al Capo dello Stato per chiedergli interventi per ricucire lo strappo che si e’ creato tra Nord e Sud del Paese E a proposito delle iniziative prossime annunciata dalla Maggio la partecipazione della Cgil al presidio di domani, in via Magliocco, e all’appuntamento dell’1 luglio a Roma contro la legge bavaglio, definita “un vero e proprio attacco alla democrazia”
A illustrare un effetto immediato della manovra a Palermo e’ stato in apertura Maurizio Cala’, segretario della Camera del lavoro della citta’ che ha ospitato la manifestazione regionale. “Questa manovra- ha detto- colpira il comune di Palermo che il prossimo anno ricevera’ 46 milioni di euro in meno.Questo in una situazione in cui gia’ quest’anno si alza la Tarsu per fare fronte ai buchi di bilancio del comune e delle partecipate. Insomma- ha sottolineato- a pagare sono sempre i cittadini. A dare voce al disagio dei lavoratori dell’industria, dei precari della scuola e dei precari della pubblica amministrazione sono stati gli interventi di Rosy Scollo, Rsu della stmicroelectronics, Lorella Capelluto, vigile urbano precario di Agrigento, Angela Accascina, precaria della scuola a Enna. “Lasciamo in pace per un po’- ha detto la Capelluto- chi riesce a stento a vivere”.

La manovra si puo’ cambiare, correggere nel senso di una maggiore giustizia facendo pagare chi ha, i ricchi, le rendite, chi in questa manovra non mette oggi neanche euro”: lo ha detto Vera La Monica, segretaria confederale della Cgil nazionale, concludendo a Palermo i comizi della manifestazione regionale che ha visto sfilare in corteo per il centro della citta’ 25 mila persone provenienti da tutta la Sicilia. “Non abbiamo mai detto che non serve una manovra- ha specificato La Monica- questa pero’ e’ una manovra ingiusta che colpisce solo i lavoratori e non da’ prospettive al Paese perche’ non mette nulla su sviluppo e crescita. Occorre invece una manovra- ha osservato- che guardi la realta’, risani, elimini gli sprechi, recuperi cio’ che si perde a causa della corruzione , delle cricche ”. La segretaria Cgil ha sottolineato che “i lavoratori, i pensionati e i disoccupati del Mezzogiorno e della Sicilia vengono particolarmente colpiti: si taglia sui precari, sulla scuola ma anche agli enti locali, nel sud gia’ in difficolta’ che a questo punto non potranno fare altro che tagliare a loro volta i servizi e aumentare le tasse locali”. “Abbiamo un ministro per il Mezzogiorno- ha sottolineato La Monica- ma non abbiamo una politica per il Mezzogiorno, a meno che non si intenda per politica del Mezzogiorno sottrargli risorse”. La Monica ha dunque invocato un cambio di rotta con risposte di qualita’ per il sud e chiesto dal palco davanti al Teatro Massimo per il Paese“un piano straordinario per il lavoro”. “Occorre creare lavoro- ha sottolineato- rimettere in moto gli investimenti, avere un’idea di politica industriale. Se non si cambia- ha aggiunto- da qui a un anno la situazione diventera’ difficilissima”.