Formazione professionale: CGIL E FLC Sicilia chiedono apertura di tavolo di crisi
Enna-Cronaca - 16/07/2010
Palermo – Un tavolo di crisi per affrontare i gravi problemi della formazione professionale che stanno mettendo a rischio oltre 2.000 posti di lavoro: lo chiedono al Presidente della Regione la Cgil e la Flc siciliane. In una lettera inviata a Lombardo, i segretari generali Mariella Maggio e Giusto Scozzaro fanno il punto della situazione del settore, con numerosi enti che hanno gia’ avviato le procedure di mobilita’ del personale e altri che si apprestano a farlo. “Si e’ determinato uno stallo nei due assessorati competenti ( Lavoro e Istruzione e formazione)- scrivono- che di fatto ha reso la situazione senza governo. Urge dunque- sottolineano- un’assunzione di responsabilita’ che determini un’azione rapida per evitare i licenziamenti e il blocco del sistema”. Il 31 luglio scadra’ infatti la proroga per gli sportelli multifunzionali e “in mancanza del riparto economico richiesto dalla Corte dei Conti- scrivono Cgil e Flc- si determinera’ un vuoto che riguardera’ le attivita’ svolte da 1.850 persone”. La bocciatura da parte dei giudici contabili del progetto “Futuro semplice” per l’orientamento professionale degli studenti delle scuole medie fa saltare, inoltre, l’ipotesi di riassorbimento di 500 lavoratori in esubero dagli enti. Si aggiungono l’incertezza dei finanziamenti del piano formativo ordinario e l’insufficienza di risorse per l’avvio dei primi anni dei corsi triennali per i giovani in obbligo di istruzione e formazione. Cgil e Flc rilevano che l’esame della situazione occupazionale gia’ in corso tra sindacati e datori di lavoro “potra’ avere esiti diversi per i lavoratori: le tutele del Fondo di garanzia regionale per alcuni, gli ammortizzatori sociali in deroga per altri, il licenziamento per altri ancora”. “E’ dunque una situazione- concludono Maggio e Scozzaro- che va affrontata senza tentennamenti se si vuole evitare il precipizio per il settore, migliaia di disoccupati in piu’ e se si vuole cominciare con la riqualificazione della spesa”.
2010 dac