Protestano Vigili del Fuoco per mancati emolumenti eventi calamitosi nel messinese

Enna. Con una lettera, inviata al ministro Maroni, al responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, i vigili del fuoco, a 9 mesi dal tragico 1° ottobre, quando la provincia di Messina fu colpita dal violento e disastroso evento calamitoso, vigili del fuoco molti dei quali ennesi, non hanno ricevuto gli emolumenti che spettavano loro, nonostante Guido Bertolaso abbia comunicato alla segretaria nazionale della Confsal ha comunicato di avere spedito al presidente della Regione, 30 milioni di euro. Ad aprire il caso è stato il segretario regionale della Confsal, Vincenzo Catalano, che ha evidenziato il lavoro svolto dai vigili del fuoco, ma che di contro non hanno ricevuto gli emolumenti previsti. “Dal primo momento del disastro idrogeologico messinese ed ininterrottamente fino al 31 maggio scorso – scrive Vincenzo Catalano – i vigili del fuoco sono stati i primi ad intervenire in forze e gli ultimi ad andare via dai luoghi colpiti dalla calamità.Il contributo profuso dalla componente fondamentale del soccorso tecnico urgente, grazie alla professionalità manifestata e allo spirito di abnegazione di cui i vigili del fuoco sono portatori sani, ha contribuito in maniera determinante a salvare nei primi momenti numerose vite umane e, nel corso delle settimane successive, a ripristinare le condizioni di sicurezza in quei territori devastati dall’acqua e dal fango oltre che dai gravi dissesti idrogeologici che si sono manifestati nel mese di febbraio”.
“Ancora una volta i vigili del fuoco – prosegue Vincenzo Catalano – hanno ricevuto plausi ed encomi dalla popolazione che hanno caratterizzato tutto il periodo di permanenza del personale in quelle zone fino alla conclusione dell’emergenza. Di contro e con grosso rammarico la risposta ricevuta dall’Amministrazione e dalle Autorità competenti non è stata altrettanto coerente. Infatti, la mancata erogazione dei fondi necessari al pagamento delle prestazioni rese ha fatto scaturire nei confronti del personale intervenuto da tutte le province d’Italia, ma soprattutto dal personale che presta servizio nei comandi siciliani, un forte e vibrato malcontento”.
Vincenzo Catalano evidenzia che al momento nessun compenso è stato versato ai vigili interessati, ma si assiste, invece, a continui ed inaccettabili scambi di responsabilità e di competenze fra Regione siciliana, Dipartimento dei Vigili del fuoco e Dipartimento della Protezione Civile.La Federazione Nazionale Confsal ha messo in atto iniziative parallele a quelle del Dipartimento, finalizzate alla soluzione del contenzioso. Infatti, sono stati organizzati incontri e confronti con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, con il sottosegretario Palma ed il Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. “Le risposte ricevute – sottolinea Vincenzo Catalano – sono contraddittorie e diatoniche. I vigili del fuoco sono stanchi di essere presi in giro e desiderano essere pagati, poiché lo hanno meritato.Non servono le medaglie e le attestazioni ricevute quando queste non sono associate a risposte certe e risolute. I colleghi vantano crediti che vanno dai 500 euro sino ad oltre 10 mila euro. I vigili del fuoco fanno parte e sono orgogliosi di appartenere al Ministero dell’Interno e pertanto attendono risposte dal responsabile del Dicastero. Sono stanchi di elemosinare a destra e manca spettanze rispetto a lavori professionalmente qualificati e tecnicamente riusciti che hanno dato lustro al Corpo Nazionale ma che di certo hanno messo in luce e fatto fare bella figura al Ministro dell’Interno e in generale al Governo nazionale”. “Attendiamo risposte certe, risolute ed immediate – conclude Catalano – a partire dalla convocazione di un tavolo tecnico nazionale così come richiesto e sollecitato anche con nota regionale unitaria dello scorso 21 luglio”.