Nessun sostituto per i procuratori di Enna e Nicosia
Enna-Cronaca - 08/09/2010
Ad Enna lascia l’unico sostituto procuratore Marcello Cozzolino e negli uffici resterà soltanto il procuratore capo Calogero Ferrotti.
Lo stesso accadrà a partire dal 30 settembre a Fabio Scalone, di recente messo a capo della procura di Nicosia. Fino ad aprile prossimo i due magistrati dovranno garantire da soli il coordinamento e lo svolgimento delle indagini e la presenza a udienze preliminari e processi penali. L’allarme sul possibile svuotamento degli uffici dei pm lanciato a novembre 2009 dall’Anm, Associazione nazionale magistrati, è diventato realtà in due delle tredici località considerate già da allora a rischio carenza di personale. Il commento del neo procuratore capo di Nicosia è stato: “Spero solo di non ammalarmi nei prossimi sei mesi”.
L’emergenza della Procura, e il caos che potrebbe abbattersi anche sul tribunale ennese per via della andata in pensione il 15 settembre del presidente Giovanni Russo saranno i temi più importanti che tratteranno domattina gli avvocati di tutta la Sicilia. Ad Enna, infatti, è stata convocata la riunione dell’Unione degli ordini forensi di Sicilia, su idea e invito del consiglio ennese, presieduto da Giuseppe Spampinato. Al Palazzo di giustizia si riunirà l’organismo che rappresenta tutti gli ordini degli avvocati dell’Isola. A questa riunione, oltre al presidente e al direttivo dell’Unione, sono stati invitati tutti i presidenti e i consiglieri degli ordini forensi siciliani, i consiglieri nazionali forensi provenienti dall’Isola e i referenti degli ordini sulla “mediazione”. La riunione si terrà presso l’auditorium Falcone-Borsellino, sala Oliveri, recentemente ristrutturato su iniziativa del Procuratore Calogero Ferrotti, che ha promosso la ristrutturazione nell’ambito di un progetto di legalità, con l’adesione di vari enti e istituzioni, tra cui l’ordine ennese.
Calogero Ferrotti è insieme a un collega di Mistretta, è unico procuratore d’Italia senza sostituti. Da oggi e almeno fino alla prossima primavera, quando è previsto l’insediamento di tre magistrati, Ferrotti, capo della Procura, tenterà di gestire un carico di lavoro che, secondo le tabelle del Csm, dovrebbe essere affidato ameno ad altri quattro magistrati.
Da solo tenterà di smaltire gli oltre 7.000 procedimenti aperti ogni anno, di cui 2.400 a carico di “noti”, oltre all’attività di udienza, di coordinamento delle investigazioni delle forze dell’ordine, e tant’altro.
Il procuratore Ferrotti lo scorso novembre fu protagonista di uno scontro istituzionale con Alfano. Alle richieste del capo della procura ennese Alfano rispose con un “amministrare la giustizia é compito difficile e quindi, se il procuratore non se la sente, è meglio che si goda una meritata pensione”.
Ferrotti, 67 anni, 33 dei quali passati in magistratura, decise di rassegnare le dimissioni. La sua scelta rientrò solo dopo le manifestazioni di stima e solidarietà piovutegli dall’Anm e da decine di magistrati di tutta Italia. Ferrotti rimase al suo posto, con un solo sostituto in servizio.