Regione Sicilia; Cisl: mobilitazione se mancano politiche anti-crisi

La Cisl siciliana è pronta ad avviare una “mobilitazione sociale generale e diffusa” se il lavoro, lo sviluppo, le tutele sociali non saranno “centrali e caratterizzanti del programma del nascituro governo regionale e del dibattito politico all’Ars”. Il “messaggio forte”, il sindacato guidato da Maurizo Bernava lo ha lanciato stamani da Messina, in occasione dell’esecutivo provinciale del sindacato. La Sicilia è in ginocchio, ha detto il segretario. Il Pil l’anno scorso è calato del 3,6%, per la quarta volta di seguito negli ultimi quattro anni. E in caduta libera sono i redditi delle famiglie e il lavoro. Pertanto, la politica deve recuperare credibilità. E deve farlo mettendo al centro una strategia di tamponamento della crisi e rilancio dell’economia. Perché troppo tempo è stato perso negli ultimi due anni. “Troppo vuota è la parola riforme, che riecheggia di continuo. Troppi sono gli appelli che abbiamo lanciato e le proposte che abbiamo avanzato e che sono stati abbandonati nel dimenticatoio”. Insomma, “serve una svolta”, ha insistito. Servono idee e piani di sviluppo, perché “la spesa pubblica non può più essere l’anima dell’economia, che ha bisogno semmai di investimenti capaci d’innescare processi produttivi”. E serve “rimodulare e riprogrammare i fondi Ue e Fas, per aprire la porte di una stagione nuova, incentrata sul risanamento e la ripresa”. La quadra del nuovo esecutivo regionale, ha ripetuto il segretario, non può essere mero fatto aritmetico, di sommatorie di numeri che assicurino maggioranza politica e spartizione di poltrone e assessorati. Piuttosto, alle parole sul programma, che riecheggiano immancabilmente, seguano “indicazioni di priorità e scalette d’interventi su quando e come affrontare la crisi”. Su questo fronte, “noi siamo pronti a contribuire ancora con indicazioni e proposte”, ha rimarcato il numero uno regionale della Cisl. Ma “alla fumosità di una politica tutta presa unicamente dall’asta del potere, risponderemmo immediatamente chiamando alla più larga mobilitazione, assieme a noi, le forze sociali, del lavoro e dell’imprenditoria”.