Immigrazione: Lombardo, governo centrale non ci ha mai contattati

“Siamo vicini alla popolazione di Lampedusa. Ho ascoltato gli appelli del sindaco De Rubeis e sono cosciente del fatto che una simile situazione imponga interventi di solidarieta’ straordinaria”. Lo ha detto oggi a Palermo, a margine di un convegno politico, il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo.
“La Regione siciliana fara’ fino in fondo la propria parte – continua il presidente – mettendo in campo i valori dell’ospitalita’ e del rispetto umano che sono propri della nostra gente. Sarebbe auspicabile un raccordo con il governo centrale: purtroppo devo constatare, e me ne dispiaccio profondamente, che fino ad ora – pur in presenza di una situazione di grandissima delicatezza che puo’ aggravarsi in qualunque momento – la Regione siciliana non e’ stata ufficialmente contattata da nessuna autorita’ dello Stato”.
Il presidente, nel ricordare alcune misure gia’ adottate per Lampedusa dal governo siciliano, ha sottolineato la tempestivita’ degli interventi in materia sanitaria: “L’assessore per la Salute, Massimo Russo – ha spiegato Lombardo – ha sempre guardato con lungimiranza alla situazione lampedusana ed ora ha garantito che e’ gia’ pronta una task force in grado di far fronte a un’eventuale emergenza sanitaria. Inoltre, Russo ha comunicato che presto verra’ destinato a Lampedusa un secondo elicottero per il trasporto dei malati. Sotto l’aspetto sanitario siamo prontissimi a dare il nostro contributo ai migranti in difficolta’. E’ il caso di ricordare che nella recente legge di riforma del sistema sanitario abbiamo espressamente previsto l’assistenza a tutte le persone a prescindere da razza, cittadinanza e religione. Adesso diventa imprescindibile il trasferimento dei migranti nei centri di accoglienza per rifugiati politici e richiedenti asilo. Diciamo no con forza all’ipotesi di una tendopoli che secondo qualcuno potrebbe rappresentare una soluzione al problema del sovraffollamento del centro di accoglienza, ma che invece creerebbe condizioni di precaria e difficile convivenza e potrebbe provocare il precipitare della situazione socio – sanitaria che e’ la prima cosa da evitare”.