Enna. Interrogatorio del Presidente Lombardo su Pasquasia
Enna-Cronaca - 04/04/2011
Enna. Questo pomeriggio, con inizio alle 15,30, si concluderanno gli interrogatori dei rappresentanti del Governo regionale, iscritti nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Enna per la vicenda dell’inquinamento della miniera di Pasquasia. Infatti, questo pomeriggio sarà interrogato, probabilmente dal Procuratore Calogero Ferrotti e dal vice Marina Ingoglia, il presidente della Regione Raffaele Lombardo. Rispetto ai suoi due assessori regionali Russo e Marino, il presidente Lombardo potrà dire sicuramente molto di più perché è stato per molti anni alla guida del Governo regionale, vale a dire l’organismo che avrebbe dovuto intervenire con cognizione di causa per cercare di ridurre al minimo i fattori inquinanti che hanno fatto diventare il sito minerario ennese una vera e propria bomba ecologica, senza che qualcuno, a livello regionale, si impegnasse a progettare gli interventi necessari per la bonifica della miniera. Dal 1992, anno in cui fu interrotta l’estrazione dei sali potassici, ad oggi nessuno ha mai pensato che l’amianto presente in grandi quantità e l’olio dielettrico dei macchinari avrebbero potuto creare condizioni di inquinamento notevole nella zona circostante la miniera. L’interrogatorio di questo pomeriggio, dunque, ha sicuramente una notevole importanza perché il presidente Lombardo dovrà pur dire cosa intende fare il suo governo, in termini pratici ed urgenti, per la messa in sicurezza e la bonifica della miniera necessaria non solo per salvaguardare l’ambiente, ma anche per esaminare la possibilità di programmare l’attività estrattiva tenuto conto che gli esperti sostengono che c’è materiale estrattiva per più di vent’anni e che si potrebbe aprire un’attività nuova quella dell’estrazione del magnesio che viene ritenuto importante per l’industria aereonautica. La chiusura degli interrogatori dei quattro indagati dovrebbe poter portare la stessa Procura della Repubblica ennese a chiudere velocemente l’inchiesta e poi vedere gli atti consequenziali. Sul piano politico-amministrativo c’è da aspettarsi dei movimenti nel senso che sopralluoghi, riunioni di commissioni dovrebbero poter dare segnali concreti circa quello che c’è da fare perché la miniera tutta venga messa in sicurezza e poi bonificata.