Enel; Cisl: servizio pessimo in Sicilia

La distribuzione di energia elettrica, in Sicilia, è “un servizio di pessima qualità, gestito solo con l’occhio alla cassa”. Tanto che l’Enel ha persino messo in conto di chiudere la sede distaccata di Carini, comune con circa 100 mila abitanti. A sostenerlo è la Flaei, la federazione cislina dei lavoratori del settore, per la quale l’Enel “ha fatto e continua a fare, nell’Isola, scelte sbagliate, con scarsa manutenzione, scarsi investimenti sia nelle reti di trasmissione che in quelle di distribuzione. Ed esigue politiche di reintegro occupazionale, specialmente a Palermo Città dove il personale, ormai, è ridotto all’osso”. Il sindacato guidato da Vito Lo Jacono, segretario generale regionale, punta il dito contro la “carente visione strategica dell’azienda e una propensione sfrenata verso obiettivi di breve periodo”. Così, “manca spesso il materiale per lavorare, aumentano i reclami dei clienti, il centro ascolto guasti della Rete Gas non riesce a soddisfare le chiamate in entrata per carenze nel turno. Viene eliminato il turno pomeridiano a Palermo Metropolitana”. Ancora, il poco personale rimasto finisce con l’essere “stressato da mille attività e gestito con regole troppo rigide e turni di reperibilità spesso inadeguati”. Quanto alla sede di Carini, il motivo, rende noto Flaei, è che per Enel costano troppo, affitto e gestione del sito. “Peccato – commenta il sindacato – che si tratta di uno dei pochi centri in Sicilia ad alto tasso di insediamento industriale. E peccato che i comuni limitrofi siano ad alta propensione turistica”. Da qui la protesta attraverso cui la Flaei Cisl chiede che “si inverta subito la rotta”.