Enna. Processo Triskelion, base famiglia ennese di Cosa Nostra in Lombardia

Enna. C’era una base della famiglia ennese di Cosa Nostra in Lombardia. A dichiararlo è stato Carlo Alberto Ferrauto, nel corso del processo “Triskelion”, l’operazione effettuata dal Gico della Guardia di Finanza di Caltanissetta. Ferrauto ha dichiarato che “Ferruggia e Monachino mi confidarono di aver creato in Lombardia una ‘decina’, collegata con la provincia di Enna”. Le sue dichiarazioni hanno svelato un gruppo malavitoso operante sulla tratta Enna-Milano. Alla sbarra ci sono Claudio Ricci, originario dell’ennese ma che vive nel Bergamasco, difeso dall’avvocato Antonio Impellizzeri, accusato di estorsione e intestazione fittizia di beni (è l’unico a cui non è stato contestato il reato di associazione mafiosa); e Giovanni Tramontana, originario anch’egli della provincia di Enna, ma residente nel Lodigiano, difeso dagli avvocati Guido Cesarini e Delfino Siracusano, accusato d’estorsione e associazione a delinquere di stampo mafioso. La deposizione del collaborante di giustizia ha consentito di ricostruire il contesto generale dell’associazione, infatti lo stesso ha parlato di Calogero Ferruggia e Giovanni Monachino, entrambi di Pietraperzia, tuttora sotto processo col rito abbreviato di fronte al Gup di Caltanissetta. “Ferruggia era il capo decina a Cologno Monzese, Monachino a Pietraperzia”. Ferrauto è stato in carcere assieme ai due e durante il periodo di carcerazione al Malaspina di Caltanissetta, i due boss ennesi si sarebbero confidati con lui. L’udienza di ieri ha consentito solo pochi “ chiarimenti”, perché accusa e difesa hanno acconsentito all’acquisizione dei verbali contenenti le dichiarazioni rese dai collaborato ridi giustizia al pubblico ministero. Il Pm ha posto solo domande generali. “Siamo stati in carcere assieme tra il 2004 e il 2005 – ha proseguito Ferrauto – e la loro organizzazione operava in estorsioni, usura e truffe alle società finanziarie”. Il processo riprenderà a metà maggio, quando vi sarà l’interrogatorio del collaboratore di giustizia Carmelo Barbieri, detto “u profissuri”. Il dibattimento si sta celebrando di fronte al tribunale collegiale di Enna, presieduto da David Salvucci. Per il processo, il pm Stefano Luciani ha ottenuto il giudizio immediato per dieci persone.