Enna. Stato di agitazione degli agenti di polizia penitenziaria

Enna. I rappresentanti sindacati della Polizia Penitenziaria, dopo l’incontro con la direttrice dottoressa Bellelli, in modo unitario hanno rotto il tavolo delle trattative e proclamato lo stato di agitazione con azioni di protesta adeguate, diffidando la Direzione dal prendere iniziative unilaterali. Gli Agenti di Polizia non ricevono stimoli ne motivazioni, lamentando l’assenza di autorevoli interventi e direttive per la quotidianità dell’attività di servizio. “La mobilità interna del personale, che doveva avvenire nel mese di ottobre 2010 – proseguono i rappresentanti sindacali – inspiegabilmente ad oggi non è stata effettuata. Da mesi non viene applicato il tavolo tecnico, appositamente studiato con le sigle sindacali, al fine di disporre una nuova organizzazione di lavoro e l’ultima riunione sindacale risale a dicembre 2010”. Gli agenti lamentano forte carico di lavoro e turni massacranti, con perenne ricorso allo straordinario, con l’ideologico che la pianta organica rispecchia le aspettative ministeriali, diversamente da quanto constatato dai Sindacati, e il ricorso al lavoro straordinario ne è la prova, tutto questo viola i diritti del lavoratore, sanciti per legge. Viene trascurato il piano della sicurezza, ricordando che un solo agente viene impiegato per la sorveglianza di diverse dozzine di detenuti e disposto con più posti di servizio. Il personale lamenta che la struttura in più posti presenta evidenti segni di deterioramento, pareti e soffitti sono scrostati con intonaco crollato, pieni di muffa, l’umidità è costantemente presente; presso il reparto persiste la carenza igienico sanitaria e strutturale, situazione che stranamente viene appianata col sistema tampone ed in coincidenza di qualche ispezione dipartimentale.”Non vediamo alcun interesse politico – dichiarano i rappresentanti sindacali – ma dobbiamo, comunque, garantire la sicurezza dei cittadini, parliamo di serie ripercussioni per la sicurezza e l’ordine pubblico. La caserma scopre segni di fortissime infiltrazioni di acqua, al punto che nei corridoi si formano forte chiazze di acqua, luogo dove dormono gli agenti le mura sono scrostate e pieni zeppe di muffa, i corridoi della mensa versano in condizioni pietose quindi in cattive condizioni igienico sanitarie, roba da quarto mondo; vi è sempre il pericolo che le infiltrazioni di acqua possano generare contrasto con i cavi elettrici. I Sindacati in modo unitario denunciano la posizione quasi fantasma dell’Amministrazione penitenziaria. Rimane inagibile il muro che costeggia il Penitenziario, rendendo difficile la circolazione delle auto, con serio disagio per la cittadinanza e per gli operatori di Polizia. I sindacati chiedono con forza la chiusura del vecchio padiglione e l’immediata apertura di quello nuovo nonché l’invio di nuovi Agenti. “Se non riceveremo risposte concrete – dichiarano Balsamo e Bellavia – da parte del Dipartimento non esiteremo ad intraprendere forme di protesta pacifiche, dalla protesta di piazza in oltranza allo sciopero bianco, al rifiuto della fruizione della mensa di servizio, al sit in di protesta innanzi alla Casa Circondariale, sino a quando le Autorità interessate non interverranno.