Enna. Padre e figlia rinviati a giudizio per incesto, hanno procreato due figli
Enna-Cronaca - 05/06/2011
Enna. Sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di incesto un operaio di 56 anni, F.D. e la figliastra, oggi di 42 anni, mettendo alla luce due figli, che oggi hanno undici ed otto anni. L’operaio, per un certo periodo, è stato sposato con la mamma di lei. Per i due è scattata la denuncia e, quindi il processo presso il tribunale di Enna tenuto conto che la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio. Una storia questa maturata in un comune della provincia ennese, ovviamente in un contesto di degrado sociale dove i valori sono relativi ed è una storia che è venuta fuori solo perché una delle figlie di F.D, quindi sorellastra della donna, ha presentato una specifica denunzia. Secondo i difensori, Michele Baldi per l’operaio, Giovanni Palermo per la quarantaduenne, potrebbe esserci anche dell’altro ed infatti hanno chiesto delle perizie psichiatriche sui loro clienti; il collegio giudicante si è riservato di decidere più in là, dopo che i due conviventi saranno stati interrogati. A condurre le indagini su precise indicazioni della Procura della Repubblica sono stati i carabinieri i concepimenti sono avvenuti nel 2000 e nel 2003. È una delle primissime volte che la giustizia ennese istruisce un processo dove si parla di incesto. Sostanzialmente all’età di 45 anni, F.D. ha avuto una relazione sessuale con la figlia ventinovenne della moglie. Nel dicembre del 2007 viene presentata una denuncia a carico dell’operaio, presentata da un’altra figlia, la quale aveva denunciato il genitore per altri fatti, poi archiviati. Nel corso di un interrogatorio, la ragazza avrebbe riferito delle attenzioni del padre nei confronti della sorellastra, da cui sarebbero poi nati due figli. I carabinieri della compagnia di Enna avviarono le indagini, eseguirono una perquisizione domiciliare e un sequestro di alcuni indumenti intimi dei ragazzini, per comparare il dna con quello dei genitori; i reperti furono inviati al Ris di Messina, che il 2 dicembre 2008 depositò i risultati degli accertamenti, i quali confermarono che il Dna era compatibile al 99 per cento. Inoltre nel corso delle indagini, i carabinieri interrogarono varie persone, oltre ad avere dagli stessi indagati delle dichiarazioni spontanee. Al processo ha già deposto uno dei carabinieri che sviluppò le indagini,quindi si aspetta la prossima udienza per avere ulteriori notizie su questa squallida vicenda.