Enna. Condannati per certificato falso

Enna. Sono stati condannati a 9 mesi di reclusione e 100 euro di multa con pena sospesa Maria Teresa Fiorenza di 69 anni, M. R. P. J. e P. A. P. J., 37 e 35 anni in quanto ritenuti colpevoli di avere creato un falso certificato del consolato generale d’Italia a Buenos Aires, in Argentina, per attestare che erano cittadini italiani e non avevano rinunciato alla cittadinanza. Il giudice David Salvucci li ha condannati proprio per falso pur concedendo loro la sospensione della pena. I tre imputati sono stati difesi dall’avvocato Salvatore Bevilacqua del foro di Enna e secondo l’accusa i tre avrebbero creato e utilizzato un certificato, apparentemente rilasciato dal consolato italiano in Argentina, in cui si attestava che erano cittadini italiani “iure sanguinis”, non avendo mai presentato rinuncia alla cittadinanza italiana. Il documento risulterebbe falso, perché sarebbero stati falsificati sia la firma del funzionario sottoscrittore sia del timbro del consolato; inoltre, avrebbero anche creato e utilizzato un timbro contraffatto del consolato. La vicenda risale al febbraio del 2003 ed i tre sarebbero stati scoperti a Centuripe. La difesa, nel dibattimento processuale, ha dato dei fatti un’altra versione; infatti, in aula, l’avvocato Bevilacqua, ha dichiarato che il timbro e il certificato in realtà erano assolutamente veri, non c’era stata alcuna falsificazione. L’accusa, invece, si baserebbe su un certificato arrivato al comune di Centuripe, a riscontro di una nota mai inviata da alcun funzionario comunale. In aula c’è stata anche la deposizione degli impiegati dello stato civile del comune. Se dubbi dovrebbero esistere, riguarderebbe il secondo certificato, non richiesto da alcuno. Ovviamente sulla base di queste considerazioni, la difesa ha già annunciato che impugnerà la sentenza davanti alla Corte d’appello di Caltanissetta.