Cisl. Bernava: dedichiamo il primo maggio a giovani e immigrati

La celebrazione nazionale del Primo maggio a Marsala, in occasione del 150esimo dell’Unità d’Italia e nel giorno della beatificazione di Karol Wojtyla, papa dei giovani e del lavoro, è una “straordinaria opportunità per riportare al centro dell’attenzione generale, il tema del lavoro come elemento unificante e di responsabilità delle classi dirigenti”. Così Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, in vista della manifestazione che porterà nella cittadina trapanese i vertici nazionali di Cgil, Cisl e Uil. E all’indomani del consiglio generale nazionale della Cisl, riunitosi a Palermo, ieri, per marcare la vicinanza del sindacato all’Isola e ai suoi mille problemi. “Il lavoro – è la tesi di Bernava – deve essere il leit-motiv di scelte strategiche che puntino a lasciarsi alle spalle gli effetti devastanti della crisi economica e sociale, di questi anni”. Per questo, afferma, “ringraziamo i vertici confederali dell’organizzazione, che hanno scelto di testimoniarci il loro concreto sostegno”. Perché in una terra bellissima, di straordinarie potenzialità ma prigioniera di riti vecchi e oppressivi, il lavoro, inteso come attività creativa e produttiva, diventi la “stella polare capace di orientare scelte e risorse in direzione di una nuova fase di sviluppo”.
“Come Cisl Sicilia – dichiara il segretario – dedichiamo il Primo maggio ai giovani e agli immigrati, in particolare”. Soggetti deboli nell’un caso e nell’altro. Vittime, gli uni e gli altri, di contraddizioni e ritardi. Immigrati e rifugiati, protagonisti involontari di un dramma umano e sociale di dimensioni bibliche. I giovani, vero e proprio capro espiatorio della crisi che attanaglia l’economia e la società. Tant’è che nell’Isola, denuncia il rappresentante della Cisl, “il tasso di inattività giovanile, tra i 15 e i 26 anni, raggiunge l’insopportabile percentuale del 77%”. Un dato di oggettiva pericolosità sociale, persino superiore a quelli registrati nei paesi del Maghreb dove proprio le giovani generazioni sono state protagoniste, negli ultimi mesi, della caduta di regimi autarchici e dispotici.
Per Bernava, giovani e lavoro, nel sud e in Sicilia, devono costituire la “preoccupazione concreta di tutti i soggetti interessati a vario titolo ad assumere responsabilità di governo per realizzare il bene comune”. In questo senso, insiste il numero uno regionale del sindacato, “c’è, qui, la necessità che emerga, a ogni livello, una nuova classe dirigente la cui azione abbia maggiore spessore etico e sia improntata ai principi della cooperazione e della collaborazione”. Se così fosse, probabilmente, la Sicilia non occuperebbe, “irresponsabilmente”, il penultimo posto tra le regioni italiane per spesa delle risorse Ue: appena il 7,84% il dato certificato al 31 marzo. Peggio, ha fatto solo la Campania.
Insomma, c’è bisogno, continua Bernava, che “governo e forze politiche, maggioranza e opposizione, associazioni del lavoro e dell’impresa”, trovino, assieme, la via d’uscita che non può che essere la messa a punto di strumenti e incentivi capaci di attrarre investimenti esterni, nazionali e internazionali. “Mi riferisco a strumenti e incentivi – puntualizza – in grado di promuovere le imprese sane, legali e produttive”. Perché è così, solo attrezzando condizioni e precondizioni dello sviluppo e “non per legge o per decreto”, che si crea davvero reddito e lavoro. Ma il futuro della Sicilia, aggiunge il sindacalista, passa anche per la “necessaria riqualificazione e razionalizzazione del debito pubblico”: un cancro devastante che, come un’ipoteca, incombe su ogni sforzo per venir fuori dal tunnel della stagnazione.
In occasione del Primo maggio, afferma quindi, “la Cisl lancia un appello sincero e appassionato all’intero arco delle forze sociali, politiche e istituzionali dell’Isola affinché, col contributo di tutti, la Sicilia si liberi della zavorra del passato, fatta di sprechi, ingiustizie e mafia”. “Ci auguriamo – è l’auspicio del segretario – che questa terra riprenda una marcia coerente e decisa. Quella marcia operosa e alta che, nelle sue stagioni migliori anche se ormai lontane, l’ha vista protagonista della propria Autonomia”.