“Visite sospette” in carcere all’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, iniziano le udienze delle difese per Crisafulli e Salerno

Inserita da il Mar 17th, 2017 e archiviata in En-Cronaca. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo tramite RSS 2.0.

Il prossimo 9 maggio inizieranno al tribunale di Roma le udienze dedicate alle discussioni delle difese dei 28 indagati, tra cui l’ex senatore democratico Mirello Crisafulli ed il presidente dell’Università Kore, Cataldo Salerno, per i quali  è stato chiesto rinvio a giudizio dalla procura, per le presunte “visite sospette” in carcere  all’ex governatore siciliano Totò Cuffaro. Martedì scorso  era stato disposto lo slittamento dell’udienza dopo la richiesta del Pm di rinvio a giudizio per “falso”. Per la difesa di Cataldo Salerno, sostenuta dall’avvocato Antonio Impellizzeri, la data fissata è quella del prossimo 19 maggio. Le udienze si chiuderanno il 6 giugno. A firmare la richiesta di rinvio a giudizio, lo scorso 30 dicembre, erano stati il procuratore aggiunto Michele Prestipino ed il sostituto procuratore Barbara Zuin. I due esponenti di spicco della scena politica ennese, sono stati tra i destinatari, nel dicembre del 2015, dei 41 avvisi di garanzia per l’ipotesi di reato relativa a falso. Di questi solo per 28 e’ stato chiesto rinvio a giudizio. Crisafulli, come altri parlamentari, avrebbe fatto visita in carcere a Totò Cuffaro durante il periodo in cui era carica come senatore (il parlamentare durante il suo mandato ha, per legge, una corsia preferenziale per fare visita ai detenuti) ed avrebbe portato con se’ Cataldo Salerno dichiarandolo come suo “assistente.” Per legge, l’assistente del parlamentare deve dichiarare la sua qualifica in un apposito modulo. Secondo la tesi della procura di Roma, in  molti  avrebbero fatto “carte false” per accedere al colloquio in carcere facendosi passare per assistenti di deputati. Questo “espediente” sarebbe servito per evitare l’obbligo di presentare la richiesta di colloquio necessaria per potere incontrare un detenuto. Le visite “sospette” secondo la procura di Roma risalirebbero al 2011.

Tiziana Tavella per La Sicilia







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