Enna. Morto ieri un bambino di 18 mesi, 10 avvisi di garanzia
Enna-Cronaca - 02/02/2005
Enna. La morte di un bambino di 18 mesi, Flavio S., nel reparto di Rianimazione dell’ospedale ennese, per probabile miocardite virale, avvenuta ieri mattina intorno alle 10, ha provocato, a seguito di una denunzia presentata dai genitori alla Procura della Repubblica, l’emissione di avvisi di garanzia per 9 medici ed una infermiera dei reparti di Neonatologia, Rianimazione e del Pronto soccorso dell’ospedale ennese.
Sono state anche sequestrate da parte dei carabinieri tutte le cartelle cliniche relative all’iter del malattia dal momento del ricovero, avvenuto martedì, 25 gennaio scorso, alle 21, sino alla morte, avvenuta martedì, intorno alle 10.
I genitori del bambino, notando difficoltà respiratorio lo avevano portato al pronto soccorso, dove, dopo una visita, veniva trasferito nel reparto di Pediatria con la diagnosi di bronchite asmatiforme.
Durante la notte le condizioni del bambino si aggravavano, entrava in stato preagonico, e veniva trasferito nel reparto di Rianimazione, dove subito i medici provvedevano ad effettuare tutte le prove necessarie per rianimare il bambino, il quale, nella mattinata di mercoledì, incominciava a dare segni di ripresa. Veniva accertata anche la malattia, che era una miocardite virale.
Le condizioni del bambino rimanevano stazionarie per quasi una settimana, solo che ieri, le sue condizioni si aggravavano improvvisamente, ed intorno alle 10 decedeva. Scene di disperazione, dolore, rabbia dei genitori, poi la presentazione di una denunzia alla Procura della Repubblica, che provvedeva, tramite i carabinieri, a sequestrare tutte le cartelle cliniche.
In contemporanea, su richiesta del primario del reparto di Pediatria, Francesco Tumminelli, veniva aperta un’inchiesta da parte della direzione dell’ospedale per accertare le cause della morte di Flavio.
La commissione, composta dal professor Emiliano Maresi della facoltà di Anatomia Patologica dell’Università di Palermo e del cardiologo neonatologo Antonio Cipriano dell’èquipe del professor Marcelletti, e dal direttore di presidio dottor Emanuele Cassarà provvedeva all’autopsia per scoprire le cause della morte, redigendo una relazione che è stata messa a disposizione della Procura della Repubblica.
Intanto, la Procura della Repubblica provvedeva, in base alla denunzia presentata, a sequestrare le cartelle cliniche, ed ad emettere gli avvisi di garanzie nei confronti dei medici dei tre reparti interessati e di un’infermiera del reparto di Rianimazione.