Enna: Arriveranno fanghi tossici nella miniera di Pasquasia?

Enna. La proposta del deputato regionale del MpA, Giuseppe Gennuso, siracusano, di trasferire i fanghi tossici della zona industriale siracusana nelle galleria della miniera di Pasquasia, ha suscitato una serie di reazioni a catena ed ovviamente il primo a reagire è stato il sindaco Rino Agnello, il quale ha subito evidenziato il suo dissenso, tenuto conto che la miniera di Pasquali appartiene al territorio ennese. “Non è possibile che la miniera di Pasquasia venga chiamata in causa nel momento in cui c’è da liberarsi di sostanze nocive – ha dichiarato il primo cittadino ennese – Nessuno ha mai pensato in maniera positiva, vale a dire discutere, in assemblea regionale, sulla possibilità di ripresa dell’estrazione tenuto conto che esperti francesi hanno dichiarato che Pasquasia ha ancora vent’anni di attività estrattiva. Qui è necessario andare alla ricerca di uno sviluppo ecocompatibile”.
Il proposito di trasferimento dei fanghi di Priolo nella miniera di Pasquasia ha già provocato, com’era naturale, reazioni a catena, ed oltre al sindaco, anche la responsabile dell’Ande, Anna Dongarrà, ha dichiarato il suo dissenso ed anche l’invito agli amministratori di fare fronte comune contro la possibilità che questi fanghi tossici possano trovare ospitalità nelle galleria della miniera ennese, che decenni fa, era stata una delle fonti più importanti dello sviluppo socio-economico del centro Sicilia. La proposta di Gennuso è quella di smaltire i fanghi prodotti dal depuratore consortile Ias di Priolo (industria acqua siracusana) stoccati nei bacini A e B per 257.000 tonnellate che sono in attesa di essere trasferiti in idoneo sito. Addirittura è stato pubblicato, in base alle direttive europee, un bando dettagliato che prevede un impegno finanziario di 64 milioni di euro. “Risulta – dichiara Anna Dongarrà – che questi fanghi sono anni che non si riesce a “ piazzarli” perché sono molto tossici. Risulta anche che sono stati portati in un sito del nord Italia ma fatta l’analisi di controllo sono stati rifiutati e…sono tornati a Priolo! Parte sono stati depositati nelle campagne circostanti l’industria e parte, secondo i piani di Gennuso, attendono per essere trasferiti a Pasquasia. E’ arrivato il momento di “aprire gli occhi” e parare situazioni disastrose, prima che avvengano. La Presidente e le socie dell’Ande (Associazione Nazionale Donne Elettrici) alzano la voce contro questa decisione e sono pronte a battersi per impedire che questo avvenga. L’Ande ha invitato le associazioni, i clubs service e la società civile a dire “ NO” a questa decisione e a prendere posizione per tenere lontano dal territorio ennese veleni pericolosi.