Enna. Ferragosto traccia il consuntivo politico di AD
Enna-Cronaca - 17/12/2009
Enna. Il Segretario provinciale di Alternativa Democratica, Franco Ferragosto, traccia il consuntivo politico del proprio gruppo politco dei rapporti con ‘gli alleati di centro destra’:
“Gia in data 27 settembre 2008, ad appena tre mesi dalle elezioni che avevano visto finalmente prevalere, per la prima volta, il centro destra nei confronti della egemonia della sinistra, questa segreteria provinciale con acume politico aveva individuato i prodromi di malessere che già cominciavano a manifestarsi e, pur essendo non percepibili apertamente, avrebbero d certo condizionato il cammino della compagine politica che era stata chiamata dagli elettori per governare la nostra Provincia.
In tale data si chiese al presidente la convocazione urgente di una verifica politica per evitare di scivolare su un piano inclinato che, di certo, non avrebbe portato del bene alla compagine appena eletta.
La richiesta, successivamente presentata da altri componenti il cartello di maggioranza, è rimasta inevasa e lettera morta con la conseguenza che a diciotto mesi di distanza dalla data delle elezioni si è presentato all’elettorato un quadro politico che, certamente, scoraggerà nelle prossime competizioni l’elettore dal dare fiducia e credito a nuovi soggetti che si presentano al giudizio popolare: meglio il vecchio conosciuto, che il nuovo da conoscere!
Alla luce delle precedenti considerazioni sembrerebbe che il Presidente Monaco abbia operato in questi lunghi mesi per spianare la strada al ritorno con la fanfara al centro sinistra nel governo della Provincia.
Le continue diatribe e lotte per la scalata alla “polpetta” da parte dei, cosiddetti, rappresentanti politici del cartello hanno mostrato la fragilità di una intesa, che presentandosi agli elettori con un programma ben chiaro e definito (acqua, rifiuti, sanità) è riuscita a vincere le elezioni ma subito dopo ha mostrato che i programmi elettorali restavano sulla carta e che l’unico interesse da portare avanti era quello dei personalismi, degli interessi di bottega e del nepotismo.
Da ciò si è pervenuti allo scontro diretto e pubblico anche in seno al Consiglio Provinciale, con voltafaccia, tradimenti , complotti ed uscite dal cartello di maggioranza immotivate e sempre stimolate da interessi personalistici.
In seno alla compagine del PDL si è assistito a lotte intestine tra le cosiddette Teste di Serie (Grimaldi, Lenza), per la supremazia decisionale e di potere nell’ambito della compagine provinciale, di liti, anche giudiziarie, tra eletti e secondi arrivati (querelle Amalfitano e La Porta), denunzie penali (Monaco contro Amalfitano), tentativi di egemonia da parte delle due anime componenti il nuovo partito, spesso sfocianti in dichiarazioni ed esternazioni pubbliche di attacco alla parte avversa rese con astio e livore superiori a qualsiasi diatriba che nel passato possa esserci stata tra partiti avversi e non tra componenti dello stesso partito.
Il Presidente Monaco, come se vivesse in un altro pianeta, si è disinteressato di quanto accadeva e, come se la cosa non lo riguardasse, ha continuato a vivere di rendita pensando che nessuno può togliergli il mandato popolare e che, per tutto il tempo della legislatura, può continuare a fregiarsi del titolo fregandosene di tutto e di tutti (che importa se il Consiglio lo mette in evidente minoranza di continuo e gli boccia anche un importantissimo documento economico come le variazioni di bilancio?). Nel clima tempestoso della Giunta provinciale ha dovuto sottomersi ai dictat di chi faceva la voce più grossa, ritirando e conferendo deleghe assessoriali e nomine di sottogoverno, il tutto per tirare a campare nel migliore dei modi.
E le promesse del programma elettorale? Lettera morta. I consigli di amministrazione degli ATO rifiuti ed idrico e le società ad essi collegati, le società di gestione, hanno continuato ad imporre le loro tariffe scaturenti da piani industriali evanescenti e privi di fondamenta reali, senza che la Provincia, maggiore azionista, per voce del suo Presidente, abbia avuto nulla da eccepire a tutela degli interessi di coloro, che votandolo, avevano creduto alla favola dell’araba fenice.
Stesso copione in tutti gli altri settori di competenza della Provincia; nessuna novità se non nel portare avanti idee pregresse scaturite dalla progettualità fantasiosa e priva di legame con gli interessi della collettività di tutta la provincia (progetto scala mobile in cui vengono destinati i fondi previsti per la manutenzione di tutta la viabilità provinciale), senza tenere in alcun conto che grandi eventi di carattere turistico, come la prossima esposizione della Venere di Morgantina, devono suggerire interventi corposi e di grande impegno economico per creare la viabilità idonea ai flussi turistici che sicuramente aumenteranno corposamente; per non dimenticare l’affossamento definitivamente della costruzione del Liceo Classico di Leonforte, rifiutando, addirittura, la proposta di realizzazione dell’opera offerta da un imprenditore con la soluzione del project financing.
Un’analisi dei comportamenti assunti dalla deputazione regionale e nazionale diventa difficile in assenza di parametri di valutazione in quanto nella totalità si è dimostrato disinteresse per quanto poteva essere necessario o di aiuto per un tentativo di sviluppo della Provincia.
Unica vox clamantis in deserto quella dell’on. Lenza che con caparbietà ha solo saputo portare avanti le istanze campanilistiche della collettività di Nicosia, perorando spudoratamente la crescita dell’ospedale della sua città svendendo in contropartita le struttura di Leonforte e di Piazza Armerina e cercando, e attraverso il tacito assenso del Presidente Monaco, di prendere la totale egemonia politica nella destra provinciale, sfuggendo a qualsiasi confronto richiesto anche pubblicamente ed apertamente.
Alternativa Democratica in ossequio al tacito patto sottoscritto con gli elettori per dare alla Provincia di Enna un assetto diverso, innovativo e propositivo, da quello che si era consolidato nel tempo ha dimostrato, già dal 27 settembre 2008, di avere le idee chiare e di continuare seriamente a perseguire le motivazioni che hanno ispirato la nascita del Movimento con una pubblica azione esterna di osservazione, controllo e critica in assenza di rappresentanza ufficiale, riconosciuta, nella Giunta e nel Consiglio della Provincia di Enna”.