Crisi edilizia Sicilia. Cgil: piano casa non avrà ricadute

“Le ricadute del piano casa della regione non saranno quelle che ci vorrebbero e non saranno neanche immediate per come invece richiederebbe la gravita’ della situazione dell’edilizia”. Secondo Salvo Giglio, segretario generale della Fillea Cgil siciliana da oggi a congresso, insomma “la legge regionale varata il 9 marzo difficilmente potra’ rispondere alle esigenze di ripresa del settore”. Di un’edilizia “in piena crisi, nella quale il lavoro nero abbonda e gli infortuni continuano a crescere (+5%)”, come dimostrano i dati sciorinati da Giglio nella relazione con cui ha aperto i lavori, . “Il fatturato delle imprese edili- ha detto- ha avuto nell’ultimo anno un calo del 25% e il valore aggiunto del settore in 5 anni e’ diminuito del 22,3% . A dimostrare che si costruisce e si ristruttura meno il calo del 9% della produzione di cemento che va ad aggiungersi al -20% dell’anno scorso. “E le previsioni- ha sottolineato Giglio- danno produzione e ordinativi in caduta libera”. Tutto cio’ ha causato una crisi dell’occupazione poderosa “uno smottamento- e’ la definizione del segretario della Fillea regionale- paragonabile alla chiusura di sette Fiat”. Secondo le stime della Fillea sono infatti 20 mila gli edili rimasti nel 2009 senza lavoro. In questo quadro gli infortuni, unica regione in Italia, sono aumentati. “Avremmo visto piu’ di buon occhio- ha sottolineato Giglio- una legge che avesse come baricentro la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, piuttosto che gli ampliamenti e che desse risposte all’emergenza abitativa. La riqualificazione degli edifici- ha sottolineato- e’ peraltro un’esigenza irrinunciabile: basti pensare che il solo Comune di Palermo ha censito nel centro storico 400 abitazioni a rischio”.Del piano casa, comunque a Giglio non e’ piaciuta neanche l’estensione dei benefici per l’ampliamento di capannoni industriali, seppur in aree delimitate. Alla platea di 112 delegati il segretario della categoria ha dunque esposto le proposte “per la ripresa dell’edilizia”, gia’ peraltro in gran parte presentate al Governo della regione. In primo luogo l’apertura dei cantieri sottosoglia (per importi inferiori a 5 milioni di euro): la Fillea stima che potrebbero essere avviate subito opere per 131 milioni di euro dando lavoro a 1.500 edili. “Chiediamo un tavolo regionale- ha affermato Giglio- per disboscare i progetti incagliati negli enti locali”. C’e’ poi la richiesta di un piano per la messa in sicurezza delle scuole e di un intervento per sbloccare infrastrutture come i raddoppi ferroviari e le metropolitane di Palermo e Catania. Il 23 marzo, ha reso noto Giglio, “gli stati generali del settore, composti da tutte le parti sociali, presenteranno una piattaforma con la quale peraltro si chiede la semplificazione delle procedure burocratiche, lo sblocco dei pagamenti alle imprese, gli ammortizzatori sociali in deroga e un piano straordinario per l’edilizia abitativa”. In tema di legalita’ e lavoro nero, secondo Giglio, “deve essere recepito senza indugi la direttiva europea sul codice degli appalti e occorre procedere all’adozione delle procedure d’appalto relative all’offerta economica piu’ vantaggiosa, con i vincoli che prevede in materia di sicurezza e diritti dei lavoratori”. Per la sicurezza sul lavoro Giglio ha sollecitato “piu’ ispettori, e l’avvio delle 2.700 ispezioni nei cantieri previsti dal pacchetto sicurezza del governo”. Il congresso prosegue domani e si concludera’ con l’intervento del segretario nazionale, Walter Schiavella e l’elezione del segretario regionale.
Daniela Ciralli