Congresso CGIL Sicilia
Enna-Cronaca - 18/03/2010
Campofelice di Roccella. Terzo e ultimo giorno di congresso domani per la Cgil Sicilia. Il programma dei lavori prevede ancora dibattito e, a fine mattinata, le conclusioni della segretaria nazionale Susanna Camuso. Poi il congresso procedera’ all’elezione degli organismi e il nuovo direttivo a sua volta eleggera’ il segretario generale della Cgil regionale.
La contrattazione territoriale viene individuata dalla Cgil come uno dei “luoghi” nei quali affrontare il problema della poverta’ e del disagio sociale, intervenendo sul fronte delle tariffe, delle tasse locali e dei servizi. Lo ha sottolineato Mariella Maggio, segretaria regionale della Cgil siciliana, nel corso di un workshop sulla poverta’, nel secondo giorno del congresso della Cgil siciliana . Dinanzi all’assessore regionale al lavoro, Nicola Lenza, che ha partecipato al dibattito, la Maggio e’ anche tornata sull’esigenza di un piano regionale contro la poverta’ e per il lavoro. Leanza, a conferma della crisi in Sicilia, ha riferito che nei primi due mesi del 2010 sono state autorizzati tanti provvedimenti per ammortizzatori sociali in deroga quanti in tutto il 2009. Si e’ poi detto disponibile a una stagione di concertazione con le parti sociali per affrontare i problemi sul tappeto. “Ci auguriamo che l’impegno qui annunciato dall’assessore Leanza – ha replicato Mariella Maggio- sia concreto perché la Sicilia sta veramente andando verso un punto di non ritorno”. I dati della crisi li ha ricordato il presidente del Cerdfos (il centro studi del sindacato),Beppe Citarrella. “La Sicilia – ha detto- è la regione italiana che detiene il record nazionale della povertà assoluta e anche di quella relativa. E sull’estensione della fascia di persone a rischio povertà, non solo in Sicilia ma in tutto il paese, è intervenuto Sandro Del Fattore, coordinatore del Dipartimento welfare della Cgil nazionale. Del Fattore ha evidenziato come tutte le famiglie che a causa della crisi hanno subito contrazioni al reddito anche se accedono ad ammortizzatori sociali sono a rischio povertà. “Un numero che è sensibilmente cresciuto nel biennio 2007-2009 e che nel corso del 2010, anno che si preannuncia essere il peggiore per le ricadute sull’occupazione della crisi, non potrà che continuare a salire” ha osservato del Fattore . Dei poveri come categoria sociale ha parlato padre Gianni Notari, direttore dell’Istituto di formazione politica “Pedro Arrupe” di Palermo, che ha osservato la scarsa considerazione ai problemi di chi non ha risorse da parte della politica, “Più occupata a dare risposte a chi ha già le risorse che a chi non sa come campare”. Notari ha denunciato come la società odierna, costruita sull’individualismo e su un cinismo diffuso, consideri oramai le persone in difficoltà, disoccupati, precari, migranti, malati, senza tetto, come un problema lontano”. Il dibattito e’ stato coordinato da Nino Aloni, direttore de “I quaderni di Alveare”. Un’altra tavola rotonda , sempre questo pomeriggio, ha affrontato i temi della previdenza.
Fare del settore dell’energia uno dei punti chiave dello sviluppo della Sicilia significa rivedere il piano energetico regionale allineandolo con gli obiettivi dell’Ue sulla riduzione delle emissioni di Co2, il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili (obiettivo 20, 20,20 da raggiungere entro il 2020) . Lo sostiene la Cgil: Ieri Mariella Maggio, segretaria generale,nella relazione che ha aperto il congresso del sindacato siciliano ha parlato dell’esigenza di una “rivoluzione energetica”. E oggi, nel secondo giorno di lavori, il tema dell’energia e’ stato al centro di un wokshop al quale hanno partecipato il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, il presidente di Legambiente Sicilia Mimmo Fontana, Orazio Puglisi, docente dell’Universita’ di Catania, Giacomo Berni, della segreteria nazionale Filtcem e Antonio Riolo, della Cgil Sicilia. “Un confronto sul piano energetico regionale- ha detto Riolo-e’ indispensabile. Bisogna pero’ anche sbloccare le bonifiche e lavorare per l’efficienza energetica”. Riolo ha sollecitato “regole certe per contrastare infiltrazioni mafiose e criminali e costruire una filiera in grado di garantire l’autosufficienza del sistema, dando al contempo certezze sulla tutela dell’ambiente e della salute di cittadini e lavoratori”.Secondo la Cgil, “dentro la l’economia verde si puo’ realizzare un nuovo modello industriale della Sicilia. Ma dalla Regione ci vuole un cambio di passo”.Anche Mimmo Fontana, presidente di Legambiente, e’ convinto che “la Regione debba fare ancora moltissimo in materia . Il piano energetico- ha detto- e’ insufficiente per cavalcare l’onda della terza rivoluzione industriale. La Sicilia – ha aggiunto- e’ uno dei territori piu’ interessanti nel bacino mediterraneo ma per cogliere questa storica occasione e’ necessario governare un processo finora anarcoide e spinto esclusivamente da interessi imprenditoriali”:
“La Sicilia si trova in una condizione geografica e climatica unica per le fonti rinnovabili. Ma questa e’ un’occasione che si sta sprecando.Anzi si sta impedendo la crescita di un’industria locale legata alle fonti rinnovabili”: lo ha sostenuto il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, intervenendo al workshop sull’energia nell’ambito del congresso della Cgil siciliana. Lo Bello ha parlato del blocco delle autorizzazioni dicendo che “si e’ scelto di non decidere;non c’e’ alcun filtro, alcuna selezione tra imprese serie e imprese meno serie e di fatto si sta impedendo il decollo di un’industria che in altri paesi ha superato per valore aggiunto e occupati anche il settore auto”. Lo Bello ha parlato di “politica autoreferenziale, legata a equilibri, schieramenti e con poca attenzione allo sviluppo del territorio e dell’impresa, convinta ancora che lo sviluppo passi dalle dimensioni pubbliche e assistenziali mentre la vera ricchezza sta nella crescita di imprese che stanno sul mercato e rispettano le regole”. Lo Bello ha rilevato che “e’ inutile plaudire agli investimenti di Enel , Sharp e St per la produzione di pannelli fotovoltaici se poi si uccide il mercato a valle”. Il presidente degli industriali siciliani ha detto di condividere l’appello di Emma Marcegaglia alla politica affinche’ esca dalla bagarre continua e di volerlo estendere alla politica regionale. E contemporaneamente ha detto che la Marcegaglia “ha fatto bene in commissione antimafia a sollecitare un livello di candidature che escludano rischi di mafia.Da questo punto di vista finora- ha sottolineato il mondo dell’impresa sta facendo meglio della politica”.
E’ i diritti dei migranti uno dei temi al centro del congresso della Cgil siciliana, oggi al suo secondo giorno. Migranti ai quali la Cgil, come ha annunciato ieri la segretaria generale Mariella Maggio, “conta di dare piu’ visibilita’ anche nei propri organismi dirigenti”. E’ proprio a una lavoratrice straniera, Fouzia Moafid, marocchina, mediatrice culturale alla questura di Agrigento, che ieri e’ stata affidata l’apertura del congresso. Dal palco oggi l’intervento della senegalese Aminata Cisse’, insegnante nel paese d’origine, impegnata in una battaglia per l’emancipazione femminile che l’ha costretta a lasciare il Senegal. Ad Agrigento la Cgil ha aperto una struttura per l’integrazione, il “Social Help”, dove i senegalesi, e tra questi Aminata, si ritrovano anche per corsi di lingua italiana che li aiuta nell’inserimento al lavoro.
Il dibattito , al congresso, sta affrontando i temi della crisi della scuola, del manifatturiero, dell’edilizia, della contrattazione sociale su servizi, tariffe, della sicurezza nel lavoro e nel territorio, della lotta contro il lavoro nero e lo sfruttamento.