Sanità Sicilia; Cisl: 5 mln per tornelli? Meglio 120 occupati
Enna-Cronaca - 14/04/2010
Palermo – Cinque milioni di euro all’anno per tornelli elettronici, oltre al servizio di vigilanza di privati. Ma con tale “ingente quantità di risorse”, per Massimo Farinella, segretario generale della Cisl medici Sicilia, “si potrebbe dare lavoro ad almeno 120 operatori sanitari non medici, di vari profili professionali: dagli infermieri ai terapisti della riabilitazione agli ausiliari specializzati”. Farinella ha messo nero su bianco le proposte del sindacato in una lettera aperta all’Asp 6 di Palermo, che qualche giorno fa aveva messo in moto le procedure per dotare i presidi ospedalieri e territoriali, dei nuovi sistemi di sicurezza. “A nostro avviso – scrive il sindacalista, primario di malattie infettive al Cervello, di Palermo – l’ipotesi di incursioni armate, attacchi bioterroristici o attentati kamikaze contro ambulatori e strutture sanitarie siciliane, è assai remota”. Pertanto, sarebbe molto più utile alla collettività che quella somma di denaro fosse spesa per “dare priorità, anche attraverso nuova occupazione, alla lotta al disagio sociale e alle disabilità”. In pratica, i tecnici assunti dall’Asp 6 potrebbero “garantire assistenza anche in regime domiciliare, ad anziani, soggetti deboli e pazienti cronici, dando finalmente il via, in concreto, alla tanto attesa medicina territoriale”. E questo traguardo, sarebbe assai più importante anche rispetto alla “onnipresente crociata contro i fantomatici fannulloni”. Riguardo a questo punto, “è di tutta evidenza – precisa Farinella – che comportamenti omissivi e non in linea con il buon andamento delle amministrazioni pubbliche, debbano essere verificati e sanzionati. Ma questo deve avvenire nel rispetto delle procedure previste dai contratti”. Il segretario della Cisl medici conclude sollecitando l’Asp 6 a una riflessione per lo “spostamento di risorse ed energie dall’ospedale ai servizi territoriali”. E invitando l’ente a “rinviare a tempi migliori, il cosiddetto progetto sicurezza”. “In tempi di magra – chiosa – un po’ di buon senso, non guasta”.